Il tecnico della Carrarese Silvio Baldini

Carrara, 11 ottobre 2018 - Stasera alle 21 alla Sala Amendola la tifoseria ha indetto un'assemblea d'emergenza per parlare dello stadio e del futuro della Carrarese. Invitati l'assessore allo Sport Trivelli, ai Lavori pubblici Raggi, la società azzurra e i giornalisti. Tre gare in casa a porte chiuse, domenica contro il Novara poi Olbia (21 ottobre) e Albissola (4 novembre) e col Pisa, il 25 novembre si vedrà. E’ questo il menù desolante preparato nella stanza dei bottoni di palazzo civico per la Carrarese costretta ora a giocare senza pubblico. I tifosi sono in ebollizione, minaciano manifestazioni a sostegno della squadra azzurra e domenica saranno in duemila fuori dallo stadio dei Marmi mentre all’interno si respirerà un’atmosfera surreale. Mai la Carrarese e i suoi tifosi avevano subito una umiliazione del genere. Stadio sbarrato per la prima volta dal 1955 per le leggerezze madornali della giunta guidata dal sindaco grillino De Pasquale che ha fatto un’altra incredibile retromarcia sulla benedetta deroga che risolverebbe almeno parzialmente lo scandalo causato da imperdonabili errori di valutzione degli amministrazioni pentastellati. E quando sembrava ormai convinto di firmare l’ordinanza, per far giocare la partita col Novara con capienza ridotta aprendo solo gradinata e curve, il sindaco o chi per lui, ha deciso un clamoroso dietro front. E giocare a porte chiuse con duemila tifosi fuori dai cancelli creerà problemi di ordine pubblico maggiori. La polizia è in allerta e dovranno arrivare anche i reparti mobili con aggravio di spese. Non è escluso che il prefetto possa prendere decisamente in mano la situazione e ordinare l’apertura parziale dello stadio (gradinate e curve) proprio per motivi di ordine pubblico. Duemila tifosi sugli spalti anziché all’esterno dell’anello semplificherebbero certo il lavoro delle forze dell’ordine. Lo stadio poi non sembra così malandato e insicuro e nessuno ha mai avuto la percezione di correre dei pericoli durante le partite della Carrarese. Sulla sicurezza non si deroga, su questo non si discute, ma una volta interdetta la tribuna dove i parapetti non sono a norma (devono essere alti 1,20 metri e impedire che qualcuno possa infilarsi sotto) gradinata e curve garantirebbero l’incolumità. In caso di incendio, eventualità remota e mai successa dal 1955, le vie di fuga sarebbero lo stesso garantite. La chiusura dello stadio sta causando gravissimi danni economici e di immagine. La Carrarese è stata costretta ad interrompere anche la prevendita e dovrà rimborsare i tifosi come gli abbonati che ora non potranno assistere a tre gare. E’ trascorso quasi un mese dal sopralluogo della commisione di vigilanza che ha dato parere negativo all’agibilità. E dopo il balletto della deroga, a pochi giorni dalla partitissima col Novara è arrivata la doccia gelata della gara a porte chiuse. Col Pisa si vedrà, filtra da palazzo civico: il 25 novembre il derby si giocherà col pubblico? Intanto la Carrarese senza casa rischia l’esclusione dal campionato.