Massa, 16 aprile 2018 - È iniziata nei giorni scorsi l’udienza preliminare per l’inchiesta bis sulla costruzione della Torre Piloti di Genova, crollata il 7 maggio 2013 per aver subito l’urto della nave cargo Jolly Nero causando la morte di nove persone tra cui il sottufficiale carrarese Gianno Iacoviello. All’udienza hanno chiesto di costituirsi parte civile i familiari di tre delle 9 vittime e i 4 feriti, oltre a tre associazioni tra cui quella delle vittime della strage di Viareggio. La compagnia Messina ha depositato una nomina in cui si dichiara parte offesa. L’inchiesta vede imputati progettisti della Torre, collaudatori e datori di lavoro delle vittime.

Secondo l’accusa, la torre piloti di Genova venne «costruita a cavallo della banchina senza tener conto delle azioni non ordinarie incidenti sulla struttura come l’urto di navi in manovra nello spazio acqueo antistante al manufatto in assenza di qualsiasi protezione». Le persone indagate sono il commissario e i dirigenti tecnici del Consorzio autonomo del porto di Genova (Gino Capocaccia, Angelo Spaggiari, Paolo Grimaldi, Edoardo Praino) che avevano redatto il progetto precontrattuale per la costruzione; il presidente e i membri della sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici che espressero parere favorevole al progetto (Ugo Tomasicchio, Mario Como e Giuseppe Parise), il progettista Bruno Ballerini, il collaudatore Giorgio Mozzo.

Nell’inchiesta sono entrati anche i datori di lavoro delle nove vittime e i responsabili della sicurezza. Sono indagati l’ammiraglio Felicio Angrisano e l’ufficiale Paolo Tallone della Capitaneria di Porto, Gianni Lettich e Sergio Morini della corporazione Piloti e Gregorio Gavarone e Roberto Matzedda della Rimorchiatori riuniti. Il filone processuale principale sulla morte delle 9 persone per il crollo della Torre Piloti si era chiuso nel maggio 2017 con una sentenza di primo grado. Erano erano stati condannati il comandante della Jolly Nero Roberto Paoloni (10 anni e 4 mesi), il primo ufficiale della nave cargo Lorenzo Repetto (8 anni e 6 mesi) e il direttore di macchina Franco Giammoro (7 anni) oltre che il pilota del porto Antonio Anfossi (4 anni e 2 mesi). La compagnia Messina era stata condannata al pagamento di un milione e 500 mila euro perché ritenuta responsabile dell’illecito amministrativo relativo al comportamento del comandante. Società aveva annunciato di voler chiedere un risarcimento. Il giudice per le udienze preliminari di Genova Rubini ha poi negato alla compagnia Messina la possibilità di comparire nel processo come parte danneggiata per l’inchiesta sulla costruzione della Torre Piloti di Genova, crollata il 7 maggio 2013 per aver subito l’urto della nave cargo Jolly Nero causando la morte di nove persone. Annunciando la propria intenzione di costituirsi in processo, nel febbraio scorso, la compagnia aveva annunciato di voler chiedere un risarcimento di 30 mila euro per danni riportati dal cargo e per i rischi corsi dall’equipaggio.