Federica Forti
Federica Forti

Carrara, 14 maggio 2019 - Animosi, la luce in fondo al tunnel è ancora lontana. Nessun indicatore positivo lascia sperare in una prossima apertura, che era stata annunciata più volte dall’amministrazione comunale per i primi dieci giorni di giugno. Il pur cauto ottimismo con cui dal Comune avevano indicato l’inizio dell’estate per riaprire il teatro sotto sequestro da più di due anni, precisamente dall’aprile del 2017, e chiuso al pubblico e alla prosa dalla stagione del 2011, è svanito come neve al sole.

Otto anni di lavori, promesse, corse contro il tempo, beghe burocratiche e legali che di fatto hanno privato la città del suo spazio per gli spettacoli e la musica. Otto anni che proprio sul tema del teatro e della sua ristrutturazione hanno visto la caduta e l’ascesa delle varie amministrazioni che sul cantiere di piazza Battisti si sono giocate credibilità e hanno sfruttato le speranze dei cittadini. Le ultime promesse sono state relative ai primi dieci giorni di giugno, con una stagione inaugurata da un grande e memorabile spettacolo che avrebbe calmato la rabbia dei cittadini che a più riprese sono scesi in piazza per ottenere la «liberazione» del teatro da sigilli e transenne.

Adesso a ridosso di quello che doveva essere l’evento clou dell’estate carrarese, nessuno sa niente e nessuno si azzarda a fare previsioni, abbandonando quell’ottimismo dei mesi scorsi. Di fatto i meglio informati da palazzo fanno sapere che le ultime prescrizioni dei vigili del fuoco avevano previsto una serie di accorgimenti statici sui soffitti e sui solai. Un problema di facile soluzione che potrà essere affrontato o con autocertificazioni degli uffici tecnici del Comune o con nuovi calcoli e interventi strutturali di poco conto. Si parla di qualche decina di migliaia di euro.

Di fatto tutto ciò comporta una nuova riunione della commissione di vigilanza e con i tempi biblici della pubblica amministrazione e un sindaco che ha sempre detto di non avere alcuna fretta e di voler attendere i tempi della giustizia, senza pensare assolutamente a chiedere nemmeno il dissequestro, resta ancora un mistero se la prossima stagione teatrale si potrà aprire in piazza Battisti o dovrà tenersi nella sala cinematografica Garibaldi che dal 2011 ospita prosa e spettacoli in forma sacrificata. Di fatto pare che i prossimi eventi estivi e dell’autunno come i concerti e le altre iniziative culturali siano tutte programmate in altre sedi, a dimostrazione che anche l’estate passerà con i sigilli allo storico portone .