Carrara, 10 luglio 2018 - Continua il racconto dei nostri giovani cronisti del Cai sulle Ande. Il racconto della giornata di sabato con Tommaso Scaltritti e Giacomo Meazzini: «Trasferimento dalla Valle di Ischinca al Parco di Huascaran: inizio percorso in mountain bike.  Consueta sveglia alle 6,30. In seguito visita al sito archeologico di Huanucopampa capitale del Chinchaisuyo regione più alta della via degli Incas. Dopo la visita ci dirigiamo verso il Huascaran attraverso un percorso da brividi lungo una strada tortuosa sterrata senza parapetti, ma grazie a un ottimo autista siamo riusciti a guadare ben 7 torrenti scendendo dal pullman e inserendo sotto le ruote dei sassi per non scivolare. Durante il percorso abbiamo incontrato dei piccoli villaggi dove si festeggiava il patrono locale San Giovanni Battista con prove di coraggio tra uomo e toro senza sangue e danze tipiche propiziatorie per la fecondazione della terra. Dopo un viaggio veramente avventuroso siamo arrivati nella regione dove inizieremo la Grande Ruta Inca che percorreremo in mountain bike». Zaccary Yates-Bell e Tommaso dell’Amico invece raccontano la giornata di domenica: «Partenza da Carhuaz alle 9:30 con: pulmini con a bordo 18 mountain bike. Ci si dirige verso il verso il parco del Huascaran lungo la valle della Quebrata Ulta dal nome della montagna che la sovrasta sulla destra. Dopo aver attraversato Schilla un bellissimo villaggio agro pastorale siamo saliti lungo la strada che porta alla galleria di Punta olimpica, una delle più alte del mondo (4700 metri) la salita è stata molto lunga e impegnativa (30 chilometri con 1500 metri di dislivello). Il paesaggio spettacolare con la cima del Huascaran a sinistra, la più altra vetta del Perù e della fascia tropicale mondiale (6768) ci ha accompagnato. Siamo giunti in fine alla galleria di Punta Olimpica e dopo uno spuntino meritato è iniziata la discesa strepitosa di 30 chilometri; nonostante alcuni problemi tecnici siamo giunti a chacas all’imbrunire. Li siamo stati accolti con generosità e gentilezza dai volontari italiani che operano in loco nella missione dell’operazione Omg ( operazione Mato Grosso). La cena in una grande mensa per ospiti e popolazione povera è stata un esperienza toccante: abbiamo servito i nostri compagni e gli altri ospiti. Dopo cena, nonostante la stanchezza abbiamo accettato la sfida con i ragazzi del luogo nel grande cortile della missione. La partita è stata molto combattuta e abbiamo perso con onore ai tempi supplementari 4-3. Poi tutti a nanna stanchi ma felici di un’altra giornata unica».