Tribunale (foto d'archivio)
Tribunale (foto d'archivio)

Massa, 21 luglio 2018 - Un inferno con nome e cognome, quello dell’ex marito per nulla intenzionato a veder finire il matrimonio dal quale sono nati due figli. E come troppo spesso successo, è subito passato alle maniere forti in un crescendo fatto di telefonate minacciose, appostamenti fino alle aggressioni fisiche vere e proprie davanti alla scuola dei figli.

Vicenda sfociata nel processo a carico di un 40enne massese (di cui omettiamo il nome per tutelare l’identità dei figli minorenni), condannato a due anni e 6 mesi dal giudice Alice Serra (pm Susan Pietrini), oltre a 6mila euro di multa e una provvisionale di 3mila euro nei confronti della moglie costituitasi parte civile (assistita dall’avvocato Gino Ambrosini del foro di Spezia).

Storia simile a tante altre nata quando la donna ha deciso di mettere fine al matrimonio allontanandosi da casa insieme ai figli, perchè la convivenza con quell’uomo era diventata più possibile. Ma c’è voluto poco perchè il marito passasse al contrattacco prima con pedinamenti continui, anche affidati a un investigatore privato dal quale ha ottenuto la prova della relazione avviata dalla ex moglie con un 40enne ligure. Scatti e video di momenti di intimità che l’uomo non ha esitato a inviare sulla chat «whattsap» dei genitori dei compagni di classe dei figli, per mettere in difficoltà la moglie.

Nel corso dei mesi il tormento per la donna è andato avanti a tutte le ore fra sms e telefonate (ne sono state contate 800) con cui l’uomo le chiedeva dove fosse e con chi. «Dobbiamo vederci, ora, subito» il tono delle sue telefonate cariche di livore, fatte anche dopo essere state colpito da un provvedimento di divieto avvicinamento e comunicazione con la ex moglie.

Poi dalle minacce è passato alla maniere forti: una mattina l’ha attesa davanti alla scuola di uno dei figli per chiederle spiegazioni riguardo la presunta nuova relazione. «Te la faccio pagare – le ha urlato – e lui l’ammazzo», per poi spintonarla e colpirla con uno schiaffo per impossessarsi del telefono cellulare che la donna aveva appoggiato sul sedile anteriore dell’auto.

Ha anche dato seguito anche alla minaccia anche alla minaccia nei confronti dell’uomo con cui la moglie aveva iniziato a frequentarsi: lo ha prima seguito nei suoi spostamenti, poi lo ha affrontato e colpito con una testata. Un quadro a tinte fosche finito nella denuncia presentata dalla 40enne massesi nei confronti del’uomo che per mesi le ha reso la vita un inferno. E per questo è stato condannato