Carrara, 27 gennaio 2020 - San Giacomo sotto sfratto, gli anziani del Mulino Forti in mezzo a una strada, i ragazzi del centro privati della «Saffi». Quei luoghi di aggregazione, che con fatica i cittadini avevano negli anni conquistato, sono stati piano piano smantellati dall’amministrazione. Per non parlare dei consigli dei cittadini, importante filtro fra la base e il palazzo, primi a essere stati cassati dalla nuova giunta. Sulla questione interviene il Partito repubblicano che critica la mancanza di partecipazione civica e richiama l’attenzione dell’amministrazione e della cittadinanza sul tema dell’organizzazione e gestione dei luoghi di partecipazione dei cittadini ed associazioni. In primis il Pri comunale critica i disagi per chi frequenta la biblioteca e la riduzione di tutte le iniziative che intorno alla sala venivano realizzate.

"La sala Gestri della biblioteca è inutilizzabile e la biblioteca è in sofferenza per mancanza di personale. Anche gli spazi dedicati all’area piccoli – si legge nella nota dell’Edera comunale – destinati a una progettualità che aveva dato ottimi frutti sono negati così che la qualità dell’offerta, dedicata ai bambini da 0 ai 6 anni, latita in tutto il territorio comunale. Il più delle volte l’area è chiusa tant’è che da dicembre non sono stati fatti incontri che coinvolgevano bambini e famiglie e che spaziavano dal “pancione” alle tematiche dell’adolescenza. Per cui non solo un problema di spazi, ma anche il tempo di fruizione si riduce facendo sì che si perdano opportunità di attività pedagogiche a servizio dei cittadini. Una biblioteca non può limitarsi ad accogliere gli studenti che in autonomia consultano testi, ma essere un centro promotore di aggregazione sociale e culturale, un punto di riferimento, come infatti lo era. La sinergia tra la nostra biblioteca e le associazioni culturali permetteva al mondo del volontariato di spendersi proficuamente per supportare interessi e voglia di fare nell’interesse generale. Ancora una volta, i cittadini si trovano privati di servizi importanti: la cultura e il sociale sono vitali per creare crescita civile». Il Pri si interroga poi sugli altri centri culturali soppressi: «Come pretendiamo che i nostri ragazzi crescano moralmente sani e responsabili".

"Che esempio danno le istituzioni? Se si deve intervenire per adeguare un locale che svolge una attività sociale importante per il territorio si deve programmare lo spostamento di tale attività in un altro locale idoneo per non interrompere un servizio. Si può parlare di disattenzione o non conoscenza della vita dei cittadini che si svolge al di fuori delle sedi istituzionali con l’impegno di molti volontari che portano avanti attività culturali senza alcun sostegno, sostituendosi alle istituzioni nel promuovere cultura, servizi ed aggregazione sociale. Concludiamo con un nuovo appello sull’ex Mulino Forti che ad oggi a due anni e mezzo dalla chiusura è presidiato dai piccioni. Il premio Aronte ha dovuto traslocare e al San Giacomo stanno facendo i bagagli. Il circolo la Luce di Avenza ha chiuso, l’Anic, Associazione Ipovedenti e ciechi, è in difficoltà nel reperire spazi per organizzare eventi o conferenze. Pensiamo bene – insiste il Pri – quando si chiude un luogo di aggregazione, anche se a giusto motivo, alle possibili conseguenze ed alternative perché queste associazioni se non hanno un luogo dove svolgere le loro attività si disperdono e il lavoro faticosamente svolto da chi le ha sostenute in questi anni va perduto. Soprattutto le piccole associazioni che non hanno certo mezzi e risorse per auto finanziarsi»