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22 giu 2022

Smascherata una ’gang’ di truffatori

A Genova il pm Manotti ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio di 7 immigrati dal Marocco che da tempo abitano in provincia

22 giu 2022
andrea luparia
Cronaca
Il sostituto procuratore Federico Manotti
Il sostituto procuratore Federico Manotti
Il sostituto procuratore Federico Manotti
Il sostituto procuratore Federico Manotti
Il sostituto procuratore Federico Manotti
Il sostituto procuratore Federico Manotti

di Andrea Luparia

Sarà il giudice a stabilire se sono i sette immigrati dal Marocco i responsabili dei furti che interessarono la nostra provincia, e non solo, tra il 2016, il 2017 e il 2018. Intanto però nei giorni scorsi, a Genova, il sostituto procuratore della Repubblica, Federico Manotti, ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio di sette uomini, tutti nati in Marocco ma all’epoca dei fatti residenti nella nostra provincia. Secondo gli inquirenti, in pratica la banda riusciva a ottenere strumenti di pagamento elettronico (carte di credito) i cui codici (carpiti su internet o con altre modalità) venivano poi utilizzati per acquistare “on line” (anche su commissione terzi) telefoni, biciclette, dispositivi informatici, elettrodomestici, pezzi di ricambio per auto eo servizi (biglietti per viaggi aerei o marittimi da e per Marocco e paesi vicini). Naturalmente il costo di beni e servizi veniva addebitato agli ignari titolari delle carte di credito mentre beni e servizi subito dopo venivano posti in vendita ad un prezzo notevolmente inferiore rispetto a quello di mercato.

Leggendo la richiesta di rinvio a giudizio firmata da Manotti (che ha lavorato anni in Procufra a Massa) si nota che il personaggio più interessante potrebbe essere HaddachE Badr, consigliere dell’associazione confessionale sunnita “Marocco Assadaqa” (centro religioso della comunità islamica di Massa) e persona ben conosciuta nell’ambito della comunità marocchina massese. Secondo il sostituto procuratore, l’immigrato "svolgeva, con continuità, l’essenziale ruolo di procacciare ed individuare i soggetti interessati ad acquistare determinati beni ovvero a cui rivendere i beni illecitamente acquistati in via telematica con le modalità sopra descritte, in particolare raccoglieva gli ordini dei terzi acquirenti riferendoli ai correi, riceveva materialmente i beni presso la propria abitazione in via Aurelia Ovest per poi consegnarli ai terzi o li poneva a sua volta in vendita su siti di compravendita on-line" E’ giusto però ricordare che dal 2019 Haddache non può più aver c ommesso questo tipo di reati, in quanto venne arrestato per altri motivi.

Una curiosità. Essendo piuttosto abili nello sfruttare le varie opportunità fornite dalla rete, i sette avevano creato anche pagine web apparentemente riconducibili ai siti ufficiali di fornitori di servizi di pagamenti online (Nets e Pay Pal) o di enti istituzionali (tra cui Skat, l’ente governativo danese per la riscossione delle imposte). Ora comunque sarà il giudice a stabilire se sono colpevoli o innocenti.

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