Lorenzlo Ottanelli
Cronaca

Sit-in per le Apuane: “Siamo qui per salvaguardare il territorio”

La manifestazione a Firenze davanti al consiglio regionale

La manifestazione a Firenze

La manifestazione a Firenze

Firenze, 3 luglio 2024 – Approvare il Piano Integrato per il Parco naturale delle Alpi Apuane. E' questa la richiesta delle associazioni che hanno manifestato questo pomeriggio alle 16 davanti alla sede del Consiglio regionale della Toscana in via Cavour a Firenze. A manifestare Legambiente, Arci, WWF, Amici della Terra, il Club Alpino Italiano, il Cipit di Seravezza, la Federazione Speleologica Toscana, Legambiente e Salviamo le Apuane.

«Non siamo qui contro, ma per salvaguardare un territorio unico. Siamo qui perché il consiglio regionale approvi il piano integrato del parco, che non può più permettersi il lusso di deroghe, di aree aggiuntive di cava che sono un unicum giuridico al mondo», ha detto il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza nel presentare la manifestazione. Una presenza importante per le associazioni, che sono scese in strada per chiedere alle istituzioni di non accantonare o riportare a livello locale l’approvazione del Piano Integrato che prevede la riduzione del 50% delle cave all’interno del parco naturale delle Alpi Apuane. C’è, infatti, il timore che la norma venga affossata per pressioni da parte delle aziende che vorrebbero, al contrario, estendere la produzione. Le associazioni ambientaliste chiedono il ripristino degli habitat naturali, così come è stato anche previsto dalla legge europea ’Nature Restoration Law’.

«Le apuane sono il bacino di biodiversità più importante della nostra regione e ci auguriamo più determinazione nel difendere questo patrimonio di bellezza, cultura e paesaggio. Non chiediamo la chiusura di tutte le cave, ma solo nel parco, è necessaria una tutela più stringente e lo chiediamo in tempi rapidi. Dovremmo ripristinare le condizioni di salute, che nelle Apuane è un lavoro immane, ma è la direzione di marcia che ci indica anche l’Europa», ha detto Fausto Ferruzza.

Dello stesso avviso è Guido Scoccianti, delegato di WWF Toscana: «Quello che chiediamo è la salvaguardia dell’ambiente e un’economia locale sostenibile. Il piano integrato contiene dei miglioramenti, per noi non sufficienti, ma non possiamo fermare il ripristino ambientale, chiediamo una grossa svolta». Per questo le associazioni chiedono un cronoprogramma per la conversione ecologica, vista anche la scarsa occupazione nelle aziende degli ultimi anni.

Una richiesta anche di Arci: «Oggi sono 550 le persone attivamente impegnate in cava, ma partivamo da oltre novemila operai. Quello che accade è un vero e proprio furto sull’ecosistema meraviglioso. Il tema è l’estrattivismo e noi siamo qui per ricordarlo». Un fattore anche economico e lavorativo, quindi, che le associazioni in piazza portano come una bandiera: non è vero che è così importante dal punto di vista lavorativo, non è così rilevante la presenza delle cave nel parco se l'occupazione si è ristretta. Tra le associazioni presenti, anche il Club Alpino Italiano, con la presidente della Toscana, Benedetta Barsi che sostiene «che l’escavazione è diventata sempre più aggressiva e con mezzi sempre più potenti. Non possiamo pensare che le Apuane diventino una miniera a cielo aperto. Vogliamo garanzie che il parco resti su una prospettiva di dismissione».