di Gabriele Ratti È scoppiata l’estate ma non scoppieranno le sagre. Malgrado il Covid sembra sia in ritirata. L’elenco degli eventi culinari è ridotto: Sant’anna, Don Ernesto a luglio, Cavatore, Don Orlandi a Casette, Canevara e Arci-Cervara alla Comasca. Sono questi, almeno per ora, gli eventi culinari da mettere in calendario per cittadini e turisti. Nell’incontro tra organizzatori e amministrazione comunale di fine maggio era stata confermata la volontà di valorizzare le sagre che promuovono i prodotti tipici e locali De.Co, anche per evitare,...

di Gabriele Ratti

È scoppiata l’estate ma non scoppieranno le sagre. Malgrado il Covid sembra sia in ritirata. L’elenco degli eventi culinari è ridotto: Sant’anna, Don Ernesto a luglio, Cavatore, Don Orlandi a Casette, Canevara e Arci-Cervara alla Comasca. Sono questi, almeno per ora, gli eventi culinari da mettere in calendario per cittadini e turisti. Nell’incontro tra organizzatori e amministrazione comunale di fine maggio era stata confermata la volontà di valorizzare le sagre che promuovono i prodotti tipici e locali De.Co, anche per evitare, vista l’aggravante della crisi, la possibile rivalità con il settore della ristorazione penalizzato non poco dalla pandemia. La riunione aveva ha lasciato emergere molta incertezza.

"Avrebbero avuto bisogno di protocolli ben definiti e in tempi utili – spiega l’assessore alla attività produttive Paolo Balloni –. Purtroppo i protocolli nazionali sono stati resi noti poche settimane fa e i tempi sono insufficienti per organizzare manifestazioni di quel tipo. Rimane obiettivo dell’ amministrazione supportare quelle sagre che hanno alla base il prodotto tipico locale su cui lavorare per ottenere la DeCo. Ma all’incontro con tutti gli organizzatori abbiamo proposto di iscrivere nel regolamento De.Co le sagre stesse, per la loro tipicità e il loro legame con il territorio". Quindi dall’anno prossimo, con o senza pandemia, le tanto amate sagre saranno certificate esattamente come prodotti tipici e locali con l’attribuzione della Denominazione Comunale di Origine “De.C.O”.

Il riconoscimento permetterà a questi eventi culinari di distinguersi ancora di più da tutti gli altri tipi di eventi itineranti legati alla somministrazione di cibo e bevande, e permetterà all’amministrazione grazie al regolamento della valorizzazione dei prodotti tipici di creare delle agevolazioni future ad hoc per le sagre. Nonostante la buona volontà di tutti però alcune sagre non verranno tenute, come quella di Forno o quella della Pattona, a causa delle difficoltà di organizzazione per tempo, al fatto che le normative anti covid siano sempre vigenti ed al fatto che il suolo pubblico sia a carico degli organizzatori. Tutte le associazioni che però sono solite organizzare sagre nel nostro territorio hanno aderito alla possibilità di iscriversi nel regolamento De.Co, anche se quest’anno per cause di forza maggiori non hanno potuto programmare le loro date.

"In un’ottica di equilibrio tra le esigenze delle attività di ristorazione in sede fissa e le associazioni che organizzano e feste in cui è prevista la somministrazione di alimenti e bevande, la volontà dell’amministrazione è quella di consentire il regolare svolgimento delle sagre che promuovono le tipicità locali, puntualmente identificate dalla normativa regionale e comunale", chiosa infine l’assessore Balloni.