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Sanac, tutti a chiedere aiuto al sindaco, «L’asta deve vincerla Arcelor-Mittal»

Lo stabilimento di via Dorsale a Massa  ora «tira» ma il futuro è legato all’Ilva

di ANDREA LUPARIA
Ultimo aggiornamento il 11 settembre 2018 alle 07:15
Dipendenti Sanac davanti allo stabilimento durante una manifestazione di protesta di qualche tempo fa

Massa, 11 settembre 2018 - Sanac, avanti piano. Dopo il via libera governativo (salvo nuove giravolte) della vendita dell’Ilva alla cordata Arcelor-Mittal, ora toccherebbe al gruppo di cui fa parte lo stabilimento massese in via Dorsale. E per chiedere aiuto, ieri mattina i rappresentanti della Rsu e di Cgil, Cisl e Uil sono andati a Palazzo Civico a Massa per vedere il sindaco. In teoria c’è ancora tempo prima dell’aggiudicazione del gruppo, in realtà il tempo stringe. «Ora i commissari stanno esaminando le offerte giunte per rilevare il gruppo – spiega Michele Folloni, dirigente provinciale Cisl – . Ovviamente loro decideranno in base a diversi criteri, tra i quali la validità del piano industriale. Noi però diciamo chiaramente una cosa: vogliamo che la Sanac torni ad essere collegata all’Ilva. Questo rapporto ha permesso per tanti anni la vita di questo gruppo e dei suoi stabilimenti, compreso quello massese».

Cerchiamo di capirci qualcosa. La Sanac faceva parte del gruppo Riva, proprietario sia dell’Ilva (dall’altiforno di Taranto agli impianti a Genova) che del gruppo Sanac. E l’Ilva era il maggiore cliente (con le acciaierie di Taranto, Genova, eccetera) della Sanac.

Il crack Riva, i guai giudiziari (e ambientali) dell’acciaieria di Taranto, i problemi con i creditori del gruppo Ilva, hanno causato un calo drastico degli ordini alla Sanac di Massa e agli altri tre stabilimenti italiani. Questo ha voluto dire, per lo stabilimento massese, un calo della produzione, del fatturato, del personale, eccetera. A metà dello scorso anno lo stabilimento si è risollevato perchè i suoi dirigenti sono riusciti ad avere anche altri clienti (sia vecchi che nuovi). Tanto che sono state fatte anche 9 assunzioni a tempo determinato. Ma è chiaro che un cliente grande come l’Ilva non è sostituibile facilmente.

Ora i commissari stanno esaminando le 5 manifestazioni di interesse giunte sul tavolo per rilevare Sanac. Tre sono di operatori internazionali del mondo dei refrattari, il quarto è un fondo di investimento inglese, il quinto una multinazionale straniera che lavora nel settore dell’acciaio.

«Siamo andati dal primo cittadino di Massa – conclude Folloni – non solo per spiegargli il caso Sanac, ma anche per chiedere il suoi intervento. A quanto ci risulta Arcelor-Mittal è in corsa per rilevare il gruppo Sanac. Per noi sarebbe l’ideale. Vorrebbe dire il proseguimento di un rapporto storico. A Francesco Persiani abbiamo spiegato tutto. E gli abbiamo chiesto di premere sul ministro perchè valuti bene la scelta del gruppo a cui affidare la Sanac. Lui ha capito e si è impegnato a chiamare il ministero».

 

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