Dipendenti Sanac davanti allo stabilimento durante una manifestazione di protesta di qualche tempo fa
Dipendenti Sanac davanti allo stabilimento durante una manifestazione di protesta di qualche tempo fa

Massa, 11 settembre 2018 - Sanac, avanti piano. Dopo il via libera governativo (salvo nuove giravolte) della vendita dell’Ilva alla cordata Arcelor-Mittal, ora toccherebbe al gruppo di cui fa parte lo stabilimento massese in via Dorsale. E per chiedere aiuto, ieri mattina i rappresentanti della Rsu e di Cgil, Cisl e Uil sono andati a Palazzo Civico a Massa per vedere il sindaco. In teoria c’è ancora tempo prima dell’aggiudicazione del gruppo, in realtà il tempo stringe. «Ora i commissari stanno esaminando le offerte giunte per rilevare il gruppo – spiega Michele Folloni, dirigente provinciale Cisl – . Ovviamente loro decideranno in base a diversi criteri, tra i quali la validità del piano industriale. Noi però diciamo chiaramente una cosa: vogliamo che la Sanac torni ad essere collegata all’Ilva. Questo rapporto ha permesso per tanti anni la vita di questo gruppo e dei suoi stabilimenti, compreso quello massese».

Cerchiamo di capirci qualcosa. La Sanac faceva parte del gruppo Riva, proprietario sia dell’Ilva (dall’altiforno di Taranto agli impianti a Genova) che del gruppo Sanac. E l’Ilva era il maggiore cliente (con le acciaierie di Taranto, Genova, eccetera) della Sanac.

Il crack Riva, i guai giudiziari (e ambientali) dell’acciaieria di Taranto, i problemi con i creditori del gruppo Ilva, hanno causato un calo drastico degli ordini alla Sanac di Massa e agli altri tre stabilimenti italiani. Questo ha voluto dire, per lo stabilimento massese, un calo della produzione, del fatturato, del personale, eccetera. A metà dello scorso anno lo stabilimento si è risollevato perchè i suoi dirigenti sono riusciti ad avere anche altri clienti (sia vecchi che nuovi). Tanto che sono state fatte anche 9 assunzioni a tempo determinato. Ma è chiaro che un cliente grande come l’Ilva non è sostituibile facilmente.

Ora i commissari stanno esaminando le 5 manifestazioni di interesse giunte sul tavolo per rilevare Sanac. Tre sono di operatori internazionali del mondo dei refrattari, il quarto è un fondo di investimento inglese, il quinto una multinazionale straniera che lavora nel settore dell’acciaio.

«Siamo andati dal primo cittadino di Massa – conclude Folloni – non solo per spiegargli il caso Sanac, ma anche per chiedere il suoi intervento. A quanto ci risulta Arcelor-Mittal è in corsa per rilevare il gruppo Sanac. Per noi sarebbe l’ideale. Vorrebbe dire il proseguimento di un rapporto storico. A Francesco Persiani abbiamo spiegato tutto. E gli abbiamo chiesto di premere sul ministro perchè valuti bene la scelta del gruppo a cui affidare la Sanac. Lui ha capito e si è impegnato a chiamare il ministero».