Un'aula di tribunale (Foto d'archivio)
Un'aula di tribunale (Foto d'archivio)

Massa, 16 aprile 2019 - Dei 25mila euro sul conto in banca non c’erano rimaste nemmeno le briciole. Anzi, era in «rosso» di 150 euro anche se il titolare negli ultimi mesi non aveva toccato un soldo. Era infatti di una clinica in Lunigiana dove faceva riabilitazione motoria necessaria al suo stato di invalido al 100% affetto da gravi patologie e rimasto paralizzato in seguito a un intervento chirurgico non andato a buon fine.

Non c’è voluto molto per capire chi avesse ripulito i suoi soldi fino all’ultimo nascondendosi dietro il volto sorridente di chi si era presa cura di lui nel momento del bisogno. Mesi prima nella sua esistenza era entrata una 50enne massese, volontaria di una associazione, che si era prodigata per aiutarlo nel momento del bisogno.

E lui non aveva esitato a permettergli di operare sul suo conto in banca per gestire i soldi necessari alle cure, oltre a farle cospicui bonifici bancari. Il finale sta scritto nella denuncia presentata dall’uomo (un 67enne massese) nei confronti della donna accusata di circonvenzione di incapace, con l’intento, andato a segno, di spillargli in tutto 61mila euro.

Accuse con cui la donna è finita sotto processo davanti al giudice Ermanno De Mattia (pubblico ministero Sara Parizzi), difesa dagli avvocati Maria Cristina Orrico e Riccardo Balatri, sostituito nell’udienza di ieri dall’avvocato Carolina Tonini. A raccontare come sono andate le cose è stato un maresciallo della Finanza incaricato delle indagini: ha confermato i riscontri bancari diventati casus belli nella querela contro la donna. In particolare avrebbe effettuato 9 prelievi da un conto corrente sul quale aveva la delega, per un totale di 7340 euro, cui si aggiungono gli 11mila euro presi da un altro conto cointestato.

La difesa da parte sue cercherà di dimostrare come ogni soldo uscito dal conto fosse regolarmente autorizzato dal titolare: non si sarebbe quindi trattato di un furto ma di un accordo fra le parti, così come il bonifico da 35mila euro effettuato dal 67enne. Se ne riparlerà nell’udienza del 30 settembre.

Secondo quanto ricostruito l’improvvisata ‘badante’ si era fatta avanti quando l’invalido aveva chiesto aiuto alla sua associazione di volontariato, perchè da tempo la moglie non si occupava più di lui e per questo è stata a sua volta denunciata. «Avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a lavarmi e vestirmi» il racconto dell’uomo, a dargli una mano è stata la 50enne massese che pian piano è entrata sempre di più nella sua vita.

Dall’aiuto nella mansioni quotidiane è poi passata a «carezze e tenerezze, mi prospettava una vita insieme». Così gli ha proposto di poter prelevare dal suo conto i soldi per le spese mediche, oltre a ricevere tanti soldi per «superare un momento di crisi». I nodi al pettine sono saltati fuori quando il 67enne tornato dal ricovero di 8 mesi nella clinica lunigianese ha scoperto che in quel periodo i suoi conti erano stati ripuliti dalla sua presunta amica, anche i soldi della pensione. E nel conto era rimasto solo un «buco» di 1500 euro.