di Claudio Laudanna "Facile dare la colpa agli altri, l’amministrazione avrebbe dovuto vigilare". Ponte di via Menconi, dopo l’ennesimo rinvio della riapertura si scatena la polemica. La posizione espressa giovedì dal sindaco Francesco De Pasquale che dopo l’ultimo sopralluogo ha voluto sottolineare come "questo ritardo non è tollerabile e in particolare, il comportamento di Telecom Italia, è assolutamente da condannare" non è piaciuta a molti che vi hanno visto solo un modo da parte dell’amministrazione di scaricare altrove le responsabilità. "Il Comune – dice Cesare Micheloni, comemrciante di via Giovan Pietro – avrebbe dovuto vigilare che tutti i soggetti coinvolti rispettassero gli impegni. La verità è...

di Claudio Laudanna

"Facile dare la colpa agli altri, l’amministrazione avrebbe dovuto vigilare". Ponte di via Menconi, dopo l’ennesimo rinvio della riapertura si scatena la polemica. La posizione espressa giovedì dal sindaco Francesco De Pasquale che dopo l’ultimo sopralluogo ha voluto sottolineare come "questo ritardo non è tollerabile e in particolare, il comportamento di Telecom Italia, è assolutamente da condannare" non è piaciuta a molti che vi hanno visto solo un modo da parte dell’amministrazione di scaricare altrove le responsabilità. "Il Comune – dice Cesare Micheloni, comemrciante di via Giovan Pietro – avrebbe dovuto vigilare che tutti i soggetti coinvolti rispettassero gli impegni. La verità è che, con la scusa che i lavori fossero in capo alla Regione, in piazza II Giugno hanno sempre avuto un approccio superficiale a questo cantiere. Alla resa dei conti, però, mentre da Firenze i tempi e le promesse sono stati rispettati, noi ora stiamo pagando l’inefficienza di chi non ha controllato che tutti facessero la loro parte".

Intanto, mentre ieri in via Menconi si sono visti alcuni operai di Telecom, la situazione per chi vive e lavora ad Avenza si fa ogni giorno più grave. Non solo i ritardi stanno rappresentando un ulteriore, grande, ostacolo per le attività già alle prese con la pandemia, ma hanno portato con sé anche una condizione di degrado diffuso. "Anziché dare la colpa ad altri – prosegue Micheloni – l’amministrazione dovrebbe dare un’occhiata a come è ridotta la zona attorno al cantiere. Sulla passerella provvisoria ci si trova di tutto, è una vergogna. Come può un sindaco indignarsi e invitare altri al rispetto degli impegni quando non riesce nemmeno a garantire la pulizia di una passerella".

Non fa sconti all’amministrazione neppure l’ex assessore ai Lavori pubblici di Rifondazione comunista e ora passato al centrodestra, Massimiliano Bernardi. Quest’ultimo collega alla vicenda del ponte di via Menconi anche quella dei marciapiedi del centro storico e, più in generale, dei cantieri del bando delle periferie "Stiamo assistendo all’ennesima farsa – dice Bernardi –. Non è possibile che l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Raggi per accattivarsi la benevolenza dei commercianti di Carrara, considerati di categoria A, sposti i lavori dopo il Natale e nel contempo assieme al sindaco vada in via Menconi a sputare sentenze contro Regione e Telecom, quando i due avevano fatto di tutto per iniziare i lavori del ponte ad ottobre. Anche i commercianti di Avenza chiedevano di rimandare i lavori al ponte a dopo le feste, ma evidentamente sono considerati di serie B. Oltretutto su ambedue i progetti i grillini hanno fatto cilecca anche se quelli più a rischio sono quelli del Bando delle Periferie. Ad oggi c’è la possibilità di non vedere mai riqualificati il capannone ex Cat , Palazzo Pisani e Palazzo Rosso e ancora la videosorveglianza e la pubblica illuminazione. Per quanto riguarda poi la riapertura del ponte di Avenza è certo ormai che avverrà dopo il Natale per colpa degli Amministratori 5 Stelle che non si sono mai interessati del problema e ora cercano di dare colpe a tutti, per il resto si vedrà. Per Carrara est ci vuole invece una bella dose di faccia tosta per affermare che i lavori termineranno tra 15 o 20 mesi. Qui non si scappa perché le lungaggini assurde in capo ai grillini , dopo tre anni e mezzo di immobilismo puro hanno portato l’Amministrazione 5 Stelle a subire l’eliminazione dell’acconto previsto pari al 20% dalle convenzioni firmate e a dover trovare copertura di bilancio proprio relativamente alle spese dell’esercizio 2018".