Porto di Carrara
Porto di Carrara

Carrara, 15 aprile 2019 - Un incontro al quale era inviato anche il sindaco Francesco De Pasquale per parlare del futuro della nostra provincia in termini di ecomonia. «In provincia servono più investimenti pubblici e uno sforzo da parte delle imprese produttive per creare un maggior numero di posti di lavoro». Questa l’indicazione del Direttore dell’istituto regionale Programmazione economica toscana Stefano Casini Benvenuti, intervenuto all’iniziativa del circolo Pd di Nazzano “Quale futuro per il nostro territorio?”. Assente il sindaco Francesco De Pasquale, nonostante l’invito ricevuto. L’introduzione è spettata a Giacomo Delfino del circolo PD di Nazzano.

A seguire, benvenuti ha illustrato le peculiarità economiche ed occupazionali dell’area di Massa-Carrara: una Provincia che appare ancora fortemente depressa rispetto non solo del resto della Regione, ma di tutto il centro-Nord. I dati mostrano una Regione a due velocità. Viaggia bene il centro, non solo Firenze ma l’intero Valdarno. Vi sono invece territori, come la costa e le aree interne, che negli anni di crisi hanno perso addetti più del resto della Toscana e meno ne hanno guadagnati negli anni di ripresa.

Della costa fanno parte le aree di crisi di Livorno, Piombino e appunto Massa Carrara che scontano un processo di deindustrializzazione legato alle difficoltà di una o più imprese di maggiori dimensioni o di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione sul territorio. Nel nostro caso, ovviamente, il lapideo. Negli ultimi anni sono diminuiti gli occupati nel settore estrattivo, grazie ai progressi della tecnologia, ma sono calati anche i posti legati alla lavorazione del marmo, quando nel più dinamico e competitivo distretto veronese sono invece aumentati. Le imprese del lapideo hanno un’elevata produttività cui però non corrisponde la capacità di creare posti di lavoro.

Quanto al settore turistico, la provincia vede una presenza di turisti tutto sommato in linea col resto della regione; ma si tratta di un turismo stazionario, che la provincia non riesce a trattenere in loco. Eppure l’area dispone, oltre che del marmo, di altre risorse che potrebbero essere sfruttate di più e meglio. La ricetta per creare occupazione non è semplice, ma secondo Benvenuti passa necessariamente attraverso un incremento degli investimenti pubblici e un maggiore sforzo da parte delle imprese.