Multe
Multe
Carrara, 11 luglio 2018 - «Basta aspettare: l’amministrazione prenda una decisione». Progetto Carrara: questo il senso del comunicato della Cisl firmato da Luca Mannini di Fit. Manuela Nani di Fisascat, Giacomo Bondielli di Filca. «Doveva essere il giorno di svolta – dicono –, il giorno della firma che avrebbe messo fine alle incertezze dei lavoratori della Progetto Carrara e invece fumata nera. Ancora una volta, come avvenuto a dicembre dello scorso anno, non si è potuto procedere alla firma di nessun Accordo quadro. Una situazione assurda visto che ci troviamo in presenza di una società in liquidazione da tempo e con i propri dipendenti inseriti nelle liste di collocamento regionale come conseguenza della legge Madia. Senza contare che il “salvagente” dell’obbligo, da parte delle amministrazioni Pubbliche di attingere dalle Liste di collocamento regionale in caso di fabbisogno di personale è oramai scaduto il 30 giugno scorso. Purtroppo non si è arrivati a nessuna firma. Alcune componenti sindacali non si sono presentate all’appuntamento importantissimo per i lavoratori, oltretutto senza neanche darne comunicazione. Il motivo? Non lo sappiamo e per quanto ci riguarda ha ben poca importanza. Il fatto sta che qualche organizzazione sindacale continua a prendere in giro i lavoratori, giocando sulla loro pelle per fare politica e mettere in difficoltà questa o quella amministrazione comunale. La maggior parte dei lavoratori sono contrariati da questa situazione. Da mesi assistono al giochino all’interno della stessa sigla sindacale “oggi dichiaro di firmare io ma non te, domani dichiari di firmare te, ma non io”. Queste sono pagliacciate che non fanno bene né ai lavoratori né al sindacato in generale. A nostro avviso è arrivato il momento in cui tutti devono prendersi le proprie responsabilità sia nei confronti dei lavoratori sia dei cittadini. Questo vale anche per l’amministrazione comunale che, anche se in modo minore, ha le sue colpe. L’unico segretario confederale presente era quello della Cisl. In ogni modo per la validità di un accordo, l’amministrazione sa benissimo che sono sufficienti le firme delle organizzazioni sindacali di categoria mentre non sono necessarie quelle delle organizzazioni sindacali confederali. In più essendo in regime di rappresentanza sindacale aziendale e non di rappresentanza sindacale unitaria per la validazione di un Accordo è sufficiente la firma delle sigle sindacali che rappresentano il 50 per cento più uno degli iscritti al sindacato ed eventualmente un referendum tra i lavoratori. Quindi, anche in presenza di alcuni assenti, si sarebbe potuto firmare ugualmente l’accordo. Ebbene, che l’amministrazione prenda coraggio e responsabilità. L’amministrazione deve rendersi conto che se ad ogni trattativa aspetta la totalità dei consensi allora ne firmerà ben pochi di accordi nei prossimi anni. Così facendo – concludono – però non si va da nessuna parte, ma soprattutto non si può rischiare di compromettere il posto di lavoro di molti perché si è ostaggio di un paio di dipendenti che minacciano cause legali»