Massa, 11 maggio 2018 - Aveva trovato un posto davvero originale per nascondere la droga con cui aveva messo su una fitta rete di spaccio: la metteva sotto i sassi dei binari della ferrovia all’altezza della vecchia stazione di Montignoso, in disuso da anni, in un punto difficilmente accessibile per la fitta vegetazione cresciuta nel corso del tempo.

A mettere fine al suo «giro» era stata un’articolata indagine della squadra mobile di Massa, denominata «Neve d’estate», che aveva portato all’arresto del pusher e la denuncia della convivente. Nascosti sotto i sassi e nella boscaglia gli agenti hanno trovato 300 grammi di cocaina pari a circa 1000 dosi singole. A distanza di un anno dai fatti ieri in tribunale Jarmir A. 28 anni marocchino, ha chiuso la sua vicenda giudiziaria davanti al giudice per le udienze preliminari Giovanni Maddaleni, patteggiando una condanna a 5 anni e 20mila euro di multa, con l’immediata concessione degli arresti domiciliari come richiesto dal suo legale, l’avvocato Riccardo Balatri di Spezia. Prende invece una strada diversa l’iter processuale della sua compagna (R.S. 26 anni di Viareggio, difesa dall’avvocato Stefano Gambini del foro Lucca) a sua volta accusata di aver contribuito a nascondere la droga: comparirà il 23 ottobre davanti al giudice monocratico.

L’attività di spaccio di Jarmir A. (senza permesso di soggiorno e con numerosi precedenti) andava avanti da tempo e la squadra mobile apuana era già sulle sue tracce da alcuni mesi, perchè aveva capito che lo spaccio di droga della riviera fra Massa e la Versilia passava dalle sue mani. E lui sapeva anche come muoversi proprio per sfuggire ai controlli. Così cambiava spesso nascondiglio alla droga, ma la maggior parte del «carico» era occultato nella vecchia stazione di Montignoso fra i binari la vegetazione. Aveva trovato alloggio a Montignoso nella casa della compagna, finita a sua volta nei guai perchè ritenuta coinvolta nell’attività illecita.

Ma da quanto emerso nel corso delle indagini e delle intercettazioni (coordinate dal sostituto procuratore Alberto Dello Iacono), la ragazza era come succube del compagno. Le indagini sono andate avanti per mesi fra pedinamenti, intercettazione telefoniche e l’uso di un apparecchio agli infrarossi con cui la squadra mobile ha seguito passo passo le mosse del 28enne. In un’occasione ha venduto droga di scarsa qualità a un cliente che lo ha richiamato «per averne altra più buona», comunicazione intercettata dalla polizia nel corso delle indagini. La svolta quando in una conversazione al telefono, la polizia ha saputo dell’acquisto di un grosso quantitativo di cocaina da parte del giovane: lo hanno seguito con le volanti e bloccato all’uscita dell’autostrada, in auto aveva 4000 euro, altri soldi sono stati trovati a casa. A incastrarlo è stata però la droga nascosta sotto la massicciata ferroviaria. Quindi l’arresto e la denuncia della compagna, comparsi ieri davanti al gup.