di Claudio Laudanna Aggressione alla movida: la polizia ha chiuso le indagini. Tutto il fascicolo è stato ora inviato in Procura. Già nelle prossime ore potrebbero arrivare i primi provvedimenti a carico dei protagonisti degli scontri di sabato scorso e non è da escludersi che, come richiesto da più parti in questi giorni tra cui anche dal viceministro dell’Interno Matteo Mauri, il pubblico ministero possa usare la mano pesante con i responsabile. A partire da Massa potrebbero dunque essere richieste d’arresto con custodia cautelare a domicilio o obbligo di firma che dovranno essere autorizzati dal gip nei confronti di quei maggiorenni che hanno partecipato all’aggressione alle forze...

di Claudio Laudanna

Aggressione alla movida: la polizia ha chiuso le indagini. Tutto il fascicolo è stato ora inviato in Procura. Già nelle prossime ore potrebbero arrivare i primi provvedimenti a carico dei protagonisti degli scontri di sabato scorso e non è da escludersi che, come richiesto da più parti in questi giorni tra cui anche dal viceministro dell’Interno Matteo Mauri, il pubblico ministero possa usare la mano pesante con i responsabile. A partire da Massa potrebbero dunque essere richieste d’arresto con custodia cautelare a domicilio o obbligo di firma che dovranno essere autorizzati dal gip nei confronti di quei maggiorenni che hanno partecipato all’aggressione alle forze dell’ordine. In tutto sono più di una ventina i ragazzi indagati e che hanno avuto un ruolo da protagonisti sabato scorso nella rissa alla movida che ha provocato il ferimento di ben nove agenti. Diversi e molto pesanti sono i capi di imputazione a carico dei protagonisti degli scontri tra cui resistenza, oltraggio, favoreggiamento e violenze.

Per arrivare a identificare i colpevoli il lavoro portato avanti dagli investigatori è stato molto e complesso. Il materiale a loro disposizione era molto: non solo le immagini delle telecamere di sicurezza e i racconti di vari testimoni, ma anche i tanti, tantissimi video che sono stati pubblicati sui social network fin da subito dopo l’aggressione a poliziotti e carabinieri. Da tutto questo mare magnum di informazioni in poliziotti hanno dovuto ricavare elementi certi che hanno consentito loro di identificare i responsabili degli scontri. Parallelamente sono andati avanti per tutta la settimana gli interrogatori di chi ha assitito a quanto successo in piazza.

In attesa dei risvolti penali della vicenda, intanto, chi sabato era in piazza rischia ora fino a 400 euro di multa perché senza mascherina. Tanto è previsto come sanzione per chi viola l’ordinanza del Ministero della Salute per evitare il contagio da Covid-19. Provvedimenti che, d’altronde, erano già stati annunciati già a caldo anche dallo stesso sindaco Francesco De Pasquale. "Le vicende di sabato hanno fatto scattare diverse denunce penali che rischiano di mettere una seria ipoteca sul futuro di quei giovani e di limitare, ad esempio, le loro possibilità occupazionali. Senza trascurare – aveva sottolineato il primo cittadino – che, avendo violato le norme Covid, questi giovani o le loro famiglie saranno chiamati a pagare sanzioni piuttosto salate".

Nel frattempo l’aggressione alle forze dell’ordine continua a far discutere anche ben oltre i confini provinciali. Le immagini dell’orda di ragazzini che accerchiava poliziotti e carabinieri non cessano di provocare dure reazioni di condanna non solo da parte di politica e istituzioni, ma anche e soprattutto da chi rappresenta gli agenti. E’ il caso del sindacato Sap che anche ieri è tornato ad alzare la voce per chiedere che a chi ogni giorno rischia la propria vita per mantenere l’ordine pubblico siano garantiti gli strumenti adatti. Tutto ciò, come scritto dallo stesso sindacato nei giorni scorsi in una nota inviata al capo della polizia Franco Gabrielli, si dovrebbe tradurre anzitutto in un campio delel regole d’ingaggio e poi ancora nel fornire gli agenti di taser, bodycam e quanto serve a una migliore difesa. Richieste che attendono ancora una risposta tanto che il Sap ancora una volta ieri si è detto pronto a dare il via a una mobilitazione nazionale per chiedere che il loro appello possa essere ascoltato.