Il campione del mondo di tiro dinamico, Alberto Caroselli

Aulla (Massa Carrara), 7 novembre 2018 - Per il popolo dei "leoni da tastiera" in salsa animalista era un nemico da eliminare, uno da "mettere sotto con la macchina", da far fuori "sparandogli col fucile". Il motivo? La condanna per aver ucciso a fucilate il gatto del vicino di casa, sentenza però annullata di lì a poco in corte di appello. Ma niente: per i "webeti" di tutta Italia Alberto Caroselli era colpevole a prescindere e per due lunghi anni hanno inondato i social network di una serie di minacce, insulti, fino a pubblicare anche la sua foto, indirizzo di casa e del negozio. In una sola parola, un incubo sfociato con la denuncia da parte del già campione mondiale di tiro dinamico nei confronti di chi lo ha messo nel mirino.

E così (assistito dall’avvocato Gianpaolo Carabelli di Aulla) ha presentato una denuncia per minacce e stalking, ora al vaglio del gip dopo la richiesta di archiviazione da parte della procura sulla quale c’è l’opposizione dello stesso legale. Sarebbero almeno una cinquantina le persone colpevoli di aver minacciato Caroselli subito dopo la sentenza di primo grado a lui sfavorevole (come detto, poi annullata in appello e passata in giudicato) fra queste due già identificati nome e cognome, mentre altri si sono nascosti dietro false identità.

Stanato anche anche l’autore di un gruppo facebook contro il campione di tiro. "Sono stato messo alla gogna – spiega Caroselli – senza aver fatto nulla. Mi hanno scritto di tutto su internet da ‘andiamo a prenderlo ad Aulla’ a ‘vengo lì a ti metto sotto’ o ‘spacchiamogli la faccia’. Hanno pubblicato l’indirizzo del mio negozio, ma nessuno si è mai fatto vivo e comunque... sapevo come difendermi. Ma in una situazione simile vivi male, tu e la tua famiglia perchè fra tanti dementi che scrivono stupidaggini, non sai mai se in mezzo c’è il matto di turno".

Sulla denuncia del campione originario di Spezia e residente ad Aulla, pende ora la richiesta di archiviazione, contestata dal suo legale. "Sarebbe un peccato se tutto finisse con un nulla di fatto: per analoghi episodi in altre città – commenta – relativi a insulti a noti politici, i responsabili sono stati subito trovati... Io ho avuto contro non so quante persone, è bastata la pubblicazione del primo ’post’ contro di me per scatenare l’inferno".

Fra i tanti deliri c’è anche chi ha inviato i clienti a boicottare il suo negozio. «I veri amici mi sono rimasti sempre vicino: conoscono il mio amore per gli animali, sanno quanti soldi spenda per la loro salute. Invece i falsi amici o i semplici conoscenti mi hanno voltato le spalle», solo sulla base di accuse sparare a vanvera nel sempre più scivoloso mondo dei social network.