La scena dell'incidente e, nel riquadro, la vittima
La scena dell'incidente e, nel riquadro, la vittima

Massa, 24 giugno 2019 - «Mi presti la moto? Faccio un giretto e torno». La bella giornata, la voglia di farsi una giratina sulle due ruote dopo aver finito il turno di lavoro all’ora di pranzo. Mattia si è fatto prestare da un amico la Tryumph da strada, per provarla lungo la via dei Colli fino a Pian della Fioba.

Sulla via del ritorno qualcosa però è andato storto trasformando in tragedia quei momenti di spensieratezza: Mattia Pucciarelli, cuoco di 23 anni (da compiere il prossimo 4 agosto), è morto andando a schiantarsi contro il guardrail, nell’imboccare l’ultima curva «a gomito» prima dell’abitato di Antona. Un urto terribile che gli ha fatto saltare via il casco rotolato parecchie decine di metri più in la; sull’asfalto gli agenti della polizia municipale intervenuti per i rilievi del caso non hanno trovato alcuna traccia di frenata.

Pochi dubbi sulla dinamica della tragedia, pur trattandosi di un dettaglio di nessuna importanza di fronte alla morte di un ragazzo così giovane. Ai soccorritori si è presentata una straziante: il corpo di Mattia ormai esanime sull’asfalto ad alcuni metri di distanza dalla moto spezzata in due. Soccorsi tempestivi quando inutili, perchè ai medici del 118 (arrivati anche con l’elicottero Pegaso decollato dall’aeroporto del Cinquale) e della Croce Rossa non è rimasto che constatare il decesso di Mattia.

Troppo gravi le ferite riportate nel violento urto contro il guard rail di via dei Colli e sull’asfalto. Strazio senza fine per la mamma del 23enne colpita da malore alla notizia della tragedia, così come per gli amici e la fidanzatina accorsi fino al luogo dell’incidente. Anche alcuni di loro alla vista di quanto accaduto si sono sentiti male.

La via dei Colli è rimasta a lungo chiusa per permettere i rilievi da parte della polizia municipale: sul posto anche il magistrato di turno che intorno alle 16 ha autorizzato la rimozione della salma. Lunghe code di auto si sono formate in entrambi i sensi, nel silenzio irreale per una morte assurda.