Escursionista di Mangia trekking controlla una trappola fotografica in Lunigiana
Escursionista di Mangia trekking controlla una trappola fotografica in Lunigiana

Massa, 21 gennaio 2018 - In montagna…studiando il lupo. Per chi ama e frequenta la montagna con assiduità, riconoscere e seguire le tracce del lupo è divenuta un’attività di particolare interesse. Nonostante la neve che ricopre i territori delle montagne appenniniche e apuane e nonostante il fatto i che i lupi preferiscano scendere verso la pianura, alcuni appassionati dell’associazione Mangia Trekking, in solitario o in piccoli gruppi, non rinunciano a dedicarsi alla ricerca di qualche avvistamento del predatore. In un tempo governato dall’elettronica e dall’informatica, ritrovare e seguire le sue tracce, individuare la sua presenza sul territorio innevato, assume una peculiare caratteristica, è un po’ come vivere un’antica esperienza nel Grande Nord, in un ambiente incontaminato.

Anche recentemente, in una zona dove in estate vengono portate le pecore all’alpeggio, confinante con un territorio in cui si sviluppa la massiva caccia al cinghiale, alcuni amici dell’associazione dell’alpinismo lento hanno trovato i segni del transito di alcuni cinghiali e della presenza del suo predatore, il lupo. Sono le posizioni opportune per sistemare le fototrappole, per catturare la loro immagine e studiarne poi i movimenti e la dimensione della loro comunità. «Malgrado le tante orme e il continuo cercare - scrivono dall’associazione -, per l’uomo l’avvistamento diretto del lupo è sempre molto difficile, sembra ormai appurato che il predatore preferisca farsi ritrarre in pose naturali, di giorno o nella notte, dalle silenziosissime e invisibili fototrappole. Essere lassù, dove il muoversi sui manti nevosi, consapevoli di essere ancora in territori selvaggi, osservando le tracce e avvertendo la sua presenza, anche se non lo si riesce a scorgere, genera sempre nuove emozioni e sensazioni».