Lorenzo Tonelli, l’allevatore di San Terenzo Monti che ha visto il gregge ridursi ai minimi termini
Lorenzo Tonelli, l’allevatore di San Terenzo Monti che ha visto il gregge ridursi ai minimi termini

Massa, 9 settembre 2018 - BRUTTA sorpresa ieri, all’alba, per l’allevatore Lorenzo Tonelli di San Terenzo Monti (in comune di Fivizzano). Giunto al recinto che contiene le pecore, ha notato che ne mancavano 4 all’appello. Aiutato dai familiari si è subito messo alla loro ricerca. Ma poco più tardi ne ha ritrovato pochi resti in fondo al pascolo, dove il podere confina con il bosco. Di tre pecore bergamasche e dell’ariete, una razza fra le più grandi della specie ovina con il maschio che arriva a pesare dagli 80 chili a un quintale, non rimanevano che manciate di lana, il cranio dell’ariete e poche ossa spolpate.

«UN ATTACCO di grossi carnivori – dice sconsolato Tonelli – presumibilmente lupi oppure ibridi. All’inizio dell’estate ne erano stati avvistati due esemplari molto giovani a tre chilometri da qui. Nonostante le recinzioni e l’attenzione per i nostri animali, non c’è nulla da fare. Questi predatori sono talmente astuti che prima o dopo riescono a ghermire gli armenti sbranandoli in poco tempo. E così vanificano il lavoro di anni per noi agricoltori. Dallo scorso anno ad oggi – aggiunge Lorenzo – di 27 pecore che avevo, sono rimasto solo con 4. Le altre sono state tutte divorate da grossi predatori. Pensiamo ovviamente a lupi oppure ibridi, perché solo questi grandi carnivori possono in pochissimo tempo divorare una carcassa di un ovino lasciandone solo qualche brandello di lana e poche ossa spolpate e sezionate con precisione chirurgica. Gli esperti, fra cui i veterinari dell’Asl che vengono ad effettuare il sopralluogo della mattanza, concordano che questa è opera del lupo oppure di un suo simile. Nelle nostre zone esistono solo questi animali con una forza simile nelle mascelle». Lorenzo Tonelli, oltre ad allevare ovini e bovini, è contitolare col fratello Matteo di un’azienda boschiva che si occupa di taglio e vendita di legna da ardere e di legname da lavoro. Ma gli animali sono sempre stati una passione per lui. «Fai tanta fatica ad allevare i tuoi animali, li segui continuamente, soprattutto durante l’inverno quando devi provvedere ad alimentari quando c’è la neve ed il maltempo. Poi in una notte ti trovi azzerato il lavoro di anni. Mi sento veramente alle corde e sto per gettare la spugna».

ALLA DOMANDA sui risarcimenti degli animali predati, Tonelli sbotta: «Guardi, delle otto pecore divorate l’estate scorsa, la Regione ne ha risarcite tre. Mio padre ha avuto una conversazione telefonica con i funzionari di Firenze: gli hanno detto che vengono risarciti solo gli animali di cui sono rimaste le spoglie....Ma non ci si vuol rendere conto che un grosso predatore come il lupo trascina la preda nella tana che chissà dove (dove magari ha i piccoli) e in brevissimo tempo è capace di spolpare una pecora lasciandone solo poche ossa ed un po’ di lana. E’ una cosa assurda pretendere di vedere quanto resta degli ovini uccisi. Mio padre l’ha buttata in ridere rispondendo al funzionario che la prossima volta lascerà un cartello con sopra scritto: Signori lupi cortesemente vi prego di lasciare delle mie pecore, dopo che le avrete divorate, almeno le ossa per il rimborso della Regione....Oltre ai danni dobbiamo pure essere presi in giro».