Spiaggia libera in una foto d'archivio Delia
Spiaggia libera in una foto d'archivio Delia

Marina di Massa, 6 agosto 2020 - Fa male leggere sul sito dedicato a Massa la lettera di Monica, una mamma che ha scelto di soggiornare sul litorale per fare un po’ di riabilitazione al suo bambino, ammalato e bisognoso di cure dopo un trapianto. Il mare, il sole, la luce, possono essere di grande aiuto nelle persone che soffrono di svariate patologie, ma se si incontrano soggetti negativi, come è successo a Monica e Lorenzo, tutto il beneficio decade. E subentrano rabbia, mortificazione, delusione.

"Ho molta tristezza nel cuore – si sfoga la mamma –. Mio figlio, dallo scorso sabato, ha un rifiuto totale per restare, recarsi in spiaggia. Inoltre ha avuto diversi malori dopo l’accaduto. Sabato siamo stati aggrediti e per tutto il giorno aggrediti anche fisicamente nella spiaggia libera attrezzata di fronte alla Colonia Torino. Aggrediti perché ho chiesto a due persone adulte di mantenere le distanze da un bambino trapiantato e immunodepresso. Richiesta che ho fatto in assoluta tranquillità a quelle due persone che pretendevano di stare al suo fianco (50 cm per me non realizzabile). Alla risposta di quella persona "se è ammalato se lo tenga chiuso in casa" ho perso quella calma che io solitamente non perdo. Due anni di ospedale al Gaslini e il Covid, per noi venire qui a fare riabilitazione ci è sembrato un’oasi. Ringrazio questa piccola cittadina, abbiamo trovato amore ovunque. Io, artista abituata a girare il mondo,madre di un ragazzino con patologie respiratorie, mai avrei pensato di denunciare un simile fatto. La paura di mio figlio oggi e il suo rifiuto a uscire di casa per paura di incontrare nuovamente queste due " donne", ci stanno creando notevole difficoltà. Mi scuso molto ma vorrei poter dire che questi due mesi, qui, ci rimangono nel cuore prima di rientrare al Gaslini per il nostro nono ricovero in tre anni".

Sulla questione è intervenuto il sindaco: "Mi scuso a nome di tutta la comunità" (QUI L'ARTICOLO).

A. M. Fru.
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