L’importanza di lottare per la pace. Sacerdoti, giovani e associazioni: "Non dobbiamo abituarci alla guerra"

Un lungo corteo è partito da Villafranca per raggiungere Bagnone con uno striscione in testa. La marcia silenziosa organizzata dalla Caritas vicariale ha visto la presenza di grandi e piccini.

L’importanza di lottare per la pace. Sacerdoti, giovani e associazioni: "Non dobbiamo abituarci alla guerra"

L’importanza di lottare per la pace. Sacerdoti, giovani e associazioni: "Non dobbiamo abituarci alla guerra"

Solo uno striscione. Solo una parola: pace. Venerdì sera da Villafranca è partita una marcia della pace, silenziosa ma significativa, organizzata dalla Caritas Vicariale di Villafranca. All’appuntamento si sono presentati sacerdoti, giovani, adulti, bambini e i volontari di diverse associazioni locali, necessari per il corretto svolgimento della manifestazione. Il gruppo, numeroso, ha percorso Via Chiusura, Via 1 Maggio e la strada provinciale, fino ad arrivare a Bagnone in piazza Roma. Tante persone si sono affacciate alla finestra, o sono uscite in giardino per offrire il proprio sostegno al gruppo, senza partecipare materialmente alla passeggiata. In testa al corteo, con le fiaccole, c’era un solo striscione con la parola ‘pace’, non sono infatti state ammesse altre insegne, se non quelle delle istituzioni. Presenti anche i sindaci di Villafranca, Bagnone, Pontremoli e una rappresentanza di Filattiera. Non erano in programma interventi, ma solo letture di alcune frasi significative sulla pace di Papa Francesco.

"I motivi che ci hanno indotto a organizzare questo evento - ha commentato il promotore, Edamo Barbieri - è quello di dire basta alle guerre, ai morti, alla distruzione di ogni cosa da parte degli uomini. La marcia della pace è un evento di grande significato che promuove valori fondamentali come la non-violenza, la solidarietà e la giustizia sociale. Partecipare a una marcia della pace ha varie ragioni e benefici, sia per i singoli individui sia per la comunità nel suo complesso, soprattutto quello di non cadere all’assuefazione o abitudine alle guerre". Le persone hanno sfilato attraversando il suggestivo borgo di Filetto, silenziosamente si sono dirette verso Bagnone, lungo un percorso di circa quattro chilometri.

"La nostra marcia della pace - ha aggiunto Barbieri - è stata un atto simbolico di resistenza non-violenta, un’alternativa pacifica ai conflitti e alle guerre, per promuovere l’idea che i problemi e le divergenze possono essere risolti senza ricorrere alla violenza. Chi ha partecipato si è dichiarato contrario a tutte le forme di violenza e oppressione, ha meditato sui valori morali e spirituali che sostengono la pace, come l’amore, la compassione, la giustizia e il perdono. Le marce della pace attirano l’attenzione, aumentando la consapevolezza su questioni critiche come i diritti umani, la giustizia sociale, il disarmo e la protezione dell’ambiente. Questi eventi possono stimolare il dibattito e incoraggiare le persone a riflettere e agire in favore della pace. Organizzare o partecipare è un atto di speranza e di coraggio, un’espressione del nostro desiderio di vivere in un mondo dove la dignità e i diritti di ogni persona sono rispettati e protetti".

Monica Leoncini