Il sindaco Angelo Zubbani
Il sindaco Angelo Zubbani
Carrara, 10 ottobre 2018 - «Incapaci e pavidi. Basta chiacchiere. Ora riaprite al più presto lo stadio». Non ne può più l’ex sindaco Angelo Zubbani, tirato più volte in ballo per addossare colpe su tutto quello che nella città non va. Così all’ennesimo «era colpa di quelli di prima», si toglie qualche sassolino dalle scarpe. «La vicenda dello stadio – scrive Zubbani –, conferma l’incapacità di questa amministrazione di assumersi responsabilità anche di fronte ad atti ufficiali che la inchiodano, facendo risultare ancora più penosi i tentativi di addossare responsabilità ad altri. Chiamate in causa le mie amministrazioni sottolineo che dal 2015 in poi lo stadio ha ottenuto l’agibilità e che l’attuale giunta ha ricevuto uno stadio agibile e sicuro. Prima dell’ottenimento della certificazione antincendio del 2015, il sindaco ha firmato ordinanze in deroga, atti previsti dall’ordinamento degli enti locali tenuto conto della sicurezza e dell’interesse pubblico con il conforto dei tecnici per cui ho sempre nutrito la massima fiducia. Gli attuali amministratori non sapevano nemmeno come era fatto lo stadio e per questo non comprendono che il mutuo di un milione per il prato assunto dalla Carrarese con garanzie del Comune, non era un superfluo maquillage, ma una necessità dovuta a un terreno di 50 anni fa che avrebbe comportato l’inibizione degli organi federali. È bizzarro che oggi si critichi il Comune per essere subentrato alla Carrarese, dopo il fallimento, nel pagamento del mutuo quando gli stessi consiglieri 5 stelle al voto in consiglio si astennero visto che l’intervento del Comune aveva consentito una rinegoziazione e un risparmio. Ritengo sia inutile agitarsi scompostamente e ancor meno lagnarsi dell’intervento dei vigili del fuoco perché è passato un anno di totale inerzia dalla comunicazione del settembre 2017 che richiamava il sindaco alle sue responsabilità. Ci sarebbe stato tutto il tempo per intervenire. Ormai la frittata è fatta e il danno di immagine è enorme: non si rimedia tagliando la testa al dirigente o al funzionario di turno. E’ indispensabile attivarsi per procedere alla riapertura, anche parziale, dell’impianto, ponendo fine alle ingiuste trasferte degli sportivi. Dopo il salvataggio di una storia calcistica centenaria – conclude Zubbani – e il titolo a disputare un campionato professionistico, i tifosi hanno il diritto di esigere che l’amministrazione , al di la delle sciarpe esibite occasionalmente, si renda conto del patrimonio di identità che la Carrarese rappresenta e dedichi la massima attenzione allo Stadio senza ricorrere all’ormai insopportabile scaricabarile»