La protesta "Stop allo scempio della sanità"

Ieri la manifestazione di Massa Insorge e vari comitati. "Va riattivato il vecchio ospedale e portato a pieno regime il distretto di via Bassa Tambura"

La protesta "Stop allo scempio della sanità"

La protesta "Stop allo scempio della sanità"

"Il distretto non si tocca: lo difenderemo con la lotta" è lo slogan che ha accompagnato i comitati cittadini che ieri hanno promosso una mobilitazione popolare attraversando il centro storico di Massa. Sono partiti da via Bassa Tambura, sede del distretto, in un centinaio e sono arrivati nell’atrio del municipio che erano quasi 500: la città ha risposto. Massa Insorge, Consulta popolare per la sanità città di Massa, Salute pubblica Massa Carrara, Movimento Lunezia, Salute pubblica Alta Lunigiana, con il sostegno dell’associazione Invisibili, Rivoluzione Allegra, Usb e Carc: tante sigle unite per fermare quello che definiscono lo "scempio" della sanità pubblica. "Finalmente abbiamo visto anche rappresentanti di altre forze politiche e questo ci fa ben sperare – ha detto Marco Lenzoni di Massa Insorge – perché se non si superano le divisioni su questioni come queste il nostro Paese è perduto. Ringraziamo chi ci ha seguito, questo è un inizio. Non avremo pace finché non sarà riattivato l’ex ospedale di Massa, finché in città non ci saranno almeno 1150 posti di cure intermedie con medici e infermieri e soprattutto non ci fermeremo fino a quando il distretto di via Bassa Tambura verrà fatto lavorare a pieno regime, verrà riaperta la radiologia, istituita una guardia medica pediatrica h24 per i paesi a monte". E aggiunge: "Non è vero che non ci sono i soldi. L’amministrazione di Massa ha appena comprato una macchina e ha speso quanto costano due pediatri per un anno. I soldi ci sono, mancano governanti con la volontà di tutelare la sanità. Non abbiamo i medici di base e si vogliono spendere 16 milioni per fare il doppione di una palazzina?". Per i comitati è necessario continuare la lotta. "Non ci fermeremo – ha aggiunto Lenzoni –. Siamo le avanguardie e abbiamo ottenuto già una vittoria. La chiusura del distretto era già stata decisa per oggi con i lavoratori assegnati in altri luoghi. Ma l’indignazione della città ha rallentato e momentaneamente fermato la chiusura. Siamo orgogliosi di questo risultato".

Il corteo ha fatto sosta davanti al distretto di via Bassa Tambura dove Elia Buffa (Usb) ha posto a terra, in un angolo, la statua da lui scolpita. "Ho realizzato questa scultura, che rappresenta un’infermiera con la mascherina durante il Covid, per donarla al Noa. Da un anno e mezzo aspetto risposte dall’Asl per fare la donazione in maniera regolare ma le risposte non sono mai arrivate. In concomitanza con questa manifestazione, la statua l’abbiamo messa qua. E’ dedicata a quei lavoratori chiamati eroi ma poi lasciati soli".

Angela Maria Fruzzetti