Marino Collecchia nel suo studio con una delle sue tante opere
Marino Collecchia nel suo studio con una delle sue tante opere

Massa, 12 maggio 2015 – La terra apuana e tutto il mondo piangono la perdita di una delle più luci più brillanti nel panorama artistico internazionale: domenica notte, all’età di 81 anni, si è spento Marino Collecchia, dopo una lunga malattia. Nato il 27 dicembre 1933 a Fivizzano, Collecchia è stato uno degli artisti più importanti del ’900 italiano e non solo. I funerali si sono svolti martedì alle 16.30, alla chiesa di San Sebastiano; le sue ceneri ora riposano al cimitero di Montignoso. A testimoniare la grandezza dell’artista ci sono opere che spaziano dalla pittura al design passando dal settore industriale: spirito poliedrico di chi vuole vivere l’arte in ogni sua declinazione e farne una ragione e uno stile di vita.

Per descrivere Collecchia non basterebbero fiumi di inchiostro ma forse sono sufficienti alcuni passaggi chiave, ricordati anche dal nipote Tommaso Calmeta, a tracciare lo spirito del grande artista: nella sua lunghissima carriera ha lavorato in tutta Italia e all’estero; solo negli ultimi anni grande successo aveva riscosso una sua personale in Qatar. Tantissimi anche i riconoscimenti ottenuti, come il Pennello d’oro, un riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica e il grande apprezzamento della critica; di lui hanno scritto Tommaso Paloscia, Dino Carlesi e Vittorio Sgarbi che, parlando dei soggetti delle opere di Collecchia, sottolineò che rientravano in quella tradizione epica che va «da Millet a Van Gogh, da Pellizza da Volpedo a Guttuso». Non solo pittura nella vita di Collecchia che appunto amava sperimentare le varie declinazioni dell’arte: dopo essersi diplomato allAccademia di Belle Arti di Carrara si trasferì a Milano dove lavorò come designer anche per la Magneti Marelli e accanto a figure di grande rilievo come Charles Eames. E fra le varie esperienze internazionali tornava sempre alla sua terra apuana. Collecchia abitava infatti da anni a Montignoso ma lavorava a Massa e il suo studio è sempre stato aperto per i giovani che volessero imparare la tecnica o conoscere il suo lavoro.