Il giovane si è costituito in commissariato
Il giovane si è costituito in commissariato

Carrara, 17 ottobre 2021 - La corsa all’alba. Il rosso bruciato e l’inseguimento per le vie del centro. L’auto che riparte nel traffico del mattino e travolge un agente, sbalzandolo a una ventina di metri di distanza. La fuga a tutta velocità. La folle mattinata di un ventiseienne cararino, arrivato a Milano per trascorrere una serata con gli amici, si è conclusa negli uffici del commissariato Lorenteggio, nel capoluogo lombardo: lì infatti il ragazzo si è presentato qualche ora dopo per autoaccusarsi di quanto accaduto e per vedersi recapitare una denuncia per il tentato omicidio del poliziotto trentaduenne, dimesso dall’ospedale Pini con una prognosi di 15 giorni.
 

La storia inizia qualche minuto prima delle 6.30 di giovedì, quando l’Audi Q5 guidata dal ventiseienne, rampollo di una famiglia di imprenditori, passa col rosso tra via Curie e via Moliere per poi dirigersi verso via Canova, a due passi dall’Arco della Pace. Due agenti dell’Ufficio prevenzione generale in pattuglia nella zona si accorgono dell’infrazione e azionano lampeggiante e sirena per intimare l’alt al conducente. Che, per tutta risposta, spinge il piede sull’acceleratore e dà il via a una corsa senza meta. La Q5 percorre via Guerrazzi, gira in piazza Volontari e rientra in via Abbondio Sangiorgio, salvo poi svoltare ancora su via Canova e proseguire in via Melzi d’Eril e viale Elvezia. 

In via Cesariano, gli ambulanti stanno già allestendo le bancarelle per il mercato rionale, e per fortuna l’auto passa senza far danni. La ritroviamo in corso Sempione, sempre tallonata dalla Volante (nonostante vari tentativi di speronamento), e poi in via Poliziano e da lì in via Cenisio. All’angolo con via Messina, il Suv resta bloccato dagli altri veicoli in coda al semaforo. È il momento in cui uno degli agenti scende dall’auto per raggiungere a piedi la Q5, ma il venticinquenne accelera ancora e lo travolge, facendolo volare prima sul parabrezza e poi sul tettuccio; il poliziotto atterra a una ventina di metri dal punto d’impatto. L’auto impazzita riparte, approfittando del verde, e sparisce, mentre l’altro agente chiede alla centrale operativa di inviare un’ambulanza per il collega ferito. I due investigatori hanno però recuperato un elemento-chiave per risalire all’automobilista: il numero di targa della Q5, che rimanda a una società di leasing con sede di Bolzano; in particolare, il contratto per l’utilizzo temporaneo dell’Audi è stato sottoscritto da un ventisettenne, proprio la persona alla guida giovedì mattina.
 

Gli accertamenti po rtano la polizia nell’hotel in cui il ragazzo ha affittato una camera per la notte, in piazza Gae Aulenti a Porta Nuova; peccato che lì non ci sia. E sono scomparsi nel nulla pure i tre amici che erano con lui, due venticinquenni e un ventiseienne, accompagnati in stazione dopo l’incidente. A ricerche in corso, il ventiseienne si presenta con il suo legale al commissariato Lorenteggio: spiega di essere scappato perché era al volante senza patente, sospesa per guida in stato di ebbrezza. Ora dovrà rispondere di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale, in attesa dell’esit o dell’alcoltest a cui è stato sottoposto. I tre amici potrebbero essere accusati di favoreggiamento.