Infortuni sul lavoro: "Un oltraggio". L’Anmil: "Non chiamatela fatalità"

Paolo Bruschi: "Alla base ci sono responsabilità, comportamenti errati e sottovalutazione del rischio"

L’arrivo a Fivizzano del presidente dell’Anmil Paolo Bruschi in occasione della Giornata per le vittime del lavoro, accolto tra gli altri dal prefetto Guido Aprea e dal sindaco Gianluigi Giannetti (foto di Massimo Pasquali)

L’arrivo a Fivizzano del presidente dell’Anmil Paolo Bruschi in occasione della Giornata per le vittime del lavoro, accolto tra gli altri dal prefetto Guido Aprea e dal sindaco Gianluigi Giannetti (foto di Massimo Pasquali)

Massa Carrara, 18 ottobre 2023 – Morire sul lavoro è "inammissibile" e il dramma di migliaia di famiglie è "un oltraggio alla convivenza", per non parlare di quanti non denunciano per paura di perdere il posto o perché irregolari. Sono parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della 73ª Giornata per le vittime del lavoro promossa dall’Anmil e celebrata a Fivizzano. Per l’Anmil è un anniversario importante: 80 anni di vita. Il 19 settembre 1943, infatti, venne rifondata, a Roma, dopo lo scioglimento dovuto alle leggi fasciste. Siamo negli anni Duemila ma la piaga degli incidenti sui luoghi di lavoro è sempre di scottante attualità.Tra gennaio e luglio di quest’anno, in Italia, gli infortuni denunciati sono stati quasi 350mila, quelli mortali più di 1200. Gli infortuni nella nostra provincia, nello stesso periodo, sono stati 1.689, quelli mortali 3. Le denunce delle malattie professionali sono state 702.

"Celebriamo gli 80 anni della nostra associazione – dice il presidente territoriale Paolo Bruschi – ma c’è sempre più bisogno del nostro impegno per avere luoghi di lavoro più sani e sicuri e per tutelare i diritti delle vittime del lavoro e delle loro famiglie". L’Anmil punta anche sulle scuole, perchè quella della sicurezza è una battaglia di leggi e tutele ma prima di tutto culturale. "Da anni – conferma Bruschi – siamo nelle scuole per parlare di sicurezza e di valutazione del rischio. Vogliamo accrescere nei nostri futuri lavoratori la cultura della sicurezza non solo quando si affacceranno nel mondo lavorativo ma anche nella vita di tutti i giorni. Riteniamo utile e indispensabile che gli studenti inizino a capire cosa vuole dire essere infortunati, ammalati o superstiti.Ci piacerebbe che si aprisse per loro un momento di riflessione e confronto su questi temi, sia nelle classi che in famiglia".

A Fivizzano , in occasione delle celebrazioni per la Giornata per le vittime del lavoro, hanno partecipato tanti giovani studenti che, grazie alla sensibilità in materia di cultura della sicurezza dimostrata dalla dirigente scolastica Sonia Casaburo, hanno potuto essere presenti accompagnati dai docenti Silvia Barbieri, del Liceo Classico di Aulla, e Francesca Nava per il Liceo Scientifico di Villafranca. "L’auspicio – dice Bruschi – è che questa attenzione al tema possa tradursi in azioni concrete come la possibilità di riportare le testimonianza di infortunati sul lavoro nelle scuole apuane e della Lunigiana". Il momento forse più toccante della cerimonia c’è stato quando sono stati consegnati i contributi scolastici agli orfani della provincia.

Tante ancora le battaglie da portare avanti, non solo in tema di sicurezza. "E’ così – spiega Bruschi –. Ci battiamo per l’assegno di incollocabilità che viene dato agli invalidi del lavoro che non possono più lavorare ma che viene tolto a 65 anni, quando invece l’età pensionabile è stata innalzata.; per la rendita erogata a vedove e orfani di caduti sul lavoro che viene considerata come un reddito rilevante ai fini Isee; e ancora per il riconoscimento ai genitori di un ragazzo deceduto a causa di lavoro di una rendita che oggi non è riconosciuta e viene dato solo un assegno funerario. Ma c’è anche la delicata questione dei procedimenti penali per le morti sul lavoro, con le famiglie delle vittime spesso costrette a rivivere il dolore per anni nelle aule dei nostri tribunali, bloccate in lunghi processi che addirittura arrivano a chiudersi con prescrizione del reato: un epilogo indegno e inaccettabile".

Paolo Bruschi e l’Anmil sono attesi ora alle elezioni per i rinnovi dei consigli territoriali, regionali e nazionali. "Queste elezioni _ afferma _ porteranno nuova linfa vitale alla nostra associazione. C’è bisogno di persone che dovranno guidare l’associazione con idee nuove e propositive. Ma questo stillicidio deve finire: noi proviamo rabbia a ogni singolo incidente e per questo chiediamo che non si parli mai di ’fatalità’, non di ‘morti bianche’, ma di responsabilità, di comportamenti errati e di sottovalutazione del rischio".

Luca Cecconi