Un “furbetto” ripreso dalla telecamere dei carabinieri
Un “furbetto” ripreso dalla telecamere dei carabinieri

Massa, 23 gennaio 2019 - «Furbetti del cartellino», prosegue l’indagine su Genio Civile e Provincia della Procura apuana condotta dai carabinieri fra l’ottobre del 2016 e il maggio dello scorso anno. Anzi, è stato aperto un fascicolo bis. Si apprende infatti che è stato formalmente aperto un secondo fascicolo per evitare complicazioni di natura tecnica e giuridica per quanto riguarda la prima fase investigativa. E, per quanto riguarda il secondo fascicolo, siamo all’inizio delle indagini preliminari. In questa fase il fascicolo sarebbe contro ignoti: non risulterebbero persone iscritte. Gli accertamenti degli investigatori si stanno concentrando su un aspetto specifico che riguarda il ruolo dei cosiddetti “controllori”: in sostanza il ruolo ed eventuali negligenze di chi, nella sede massese del Genio Civile e in Provincia, avrebbe dovuto controllare i dipendenti accusati di assentesimo. Un aspetto delicato e complesso che la Procura vuol ricostruire nel dettaglio prima di muovere contestazioni di carattere penale.

Una indagine, abbiamo detto all’inizio, che viene svolta in due contesti diversi: a livello locale, perchè per quanto riguarda i “furbetti del cartellino” della Provincia, e a livello regionale, perché i ruoli di controllo dei dipendenti del Genio Civile massese lavorano a Firenze e in altri centri toscani. Ed è stata la Regione, un paio di settimane fa, a licenziare ben 16 (su 21) dipendenti del Genio Civile apuano che erano rimasti coinvolti nell’indagine dell’autorità giudiziaria nella prima tranche dell’indagine, mentre altri cinque – che avevano violazioni più leggere – si sono “salvati” dal licenziamento: nei loro confronti sono scattati provvedimenti disciplinari specifici e graduati a seconda delle contestazioni, come la sospensione dal luogo di lavoro, in gran parte già scontata. Diversa la sorte degli 8 lavoratori della Provincia arrestati in autunno: la Provincia ha provveduto a un solo licenziamento. Gli altri 7 sono stati sospesi dai 2 ai 6 mesi. E uno di loro è rientrato da poco al suo posto. Per gli altri 41 dipendenti iscritti nel registro degli indagati non è ancora avvenuta la chiusura delle indagini preliminari, che potrebbe avvenire a breve.