In marcia su Roma per la Sanac: "Fabbrica da salvare ma tutti fermi"

Sospeso il bando per la vendita mentre gli ordini continuano a non arrivare

In marcia su Roma per la Sanac: "Fabbrica da salvare ma  tutti fermi"

In marcia su Roma per la Sanac: "Fabbrica da salvare ma tutti fermi"

C’è uno stallo totale sulla vertenza Sanac che alla fine deriva in maniera diretta dai mancati progressi nei rapporti fra Governo e Arcelor Mittal, nella compagine di Acciaierie d’Italia di cui lo Stato è socio tramite Invitalia. Ancora non è stato completato il tanto annunciato processo di acquisizione della maggioranza delle quote e così anche il bando per la vendita del gruppo Sanac è sospeso. "La storia dei paradossi italiani si ripete e Sanac di paradossi ne rappresenta molti – si legge in una nota dei nazionali inviata sia da Filctem Cgil sia da Uiltec Uil –. A sei mesi dal tavolo ministeriale tutto tace: degli ordini da parte di Acciaierie D’Italia nemmeno l’ombra e il bando di vendita resta fermo al MIMIT in attesa di pubblicazione. Il tempo passa, l’esborso di risorse pubbliche aumenta e il Governo resta a guardare? L’immobilismo sta portando al depauperamento delle capacità produttive e del capitale umano. Sanac è un’azienda fiore all’occhiello del Made in Italy, fondamentale per la filiera dell’acciaio. L’amministratore delegato di AdI sceglie di reperire i materiali refrattari all’estero, spendendo moltissimo per gli approvvigionamenti; nel frattempo la cassa integrazione per i lavoratori di Sanac continua e con essa si perdono ulteriori risorse pubbliche".

I sindacati si chiedono perché non viene esercitato il ruolo del Governo in Acciaierie D’Italia tramite Invitalia e vogliono risposte. Anche perché dall’invio della richiesta urgente di riconvocazione del tavolo ministeriale il 7 settembre non hanno avuto riscontri. Filctem Cgil e Uiltec insieme al Coordinamento Sanac saranno quindi venerdì sotto Palazzo Chigi con i sindacati dei Metalmeccanici e delle altre organizzazioni sindacali che rappresentano le aziende dell’indotto. "Il lento spegnimento di Ilva coincide con lo spegnimento delle attività di Sanac: faremo di tutto affinché non avvenga". Nel dettaglio locale entra il segretario Filctem Cgil, Umberto Faita: "Ribadiamo la necessità di riportare Sanac nella filiera dell’acciaio italiano, riprendendo gli ordinativi da Adi". Ora a Massa "si lavora in media due settimane al mese – conclude Faita –, il termine minimo per raggiungere maturazione dei ratei completa, ossia tredicesima e quattordicesima". E basta pensare che questo è lo stabilimento che se la passa meglio per capire la situazione del gruppo.