DANIELE ROSI
Cronaca

In braccio alla mamma verso il futuro. Calore e solidarietà per i migranti

Sono sbarcati poco dopo le 8 nel porto di Marina di Carrara i 64 stranieri provenienti dall’Africa

In braccio alla mamma verso il futuro. Calore e solidarietà per i migranti

In braccio alla mamma verso il futuro. Calore e solidarietà per i migranti

Anche questa volta, i primi a scendere dalla nave sono stati i più piccoli. La ong tedesca ‘Humanity One’ con a bordo 64 migranti e attesa in un primo momento a Marina sabato pomeriggio, alla fine ha fatto capolino in porto ieri mattina alle 8.20. Si tratta del primo sbarco nel 2024 per lo scalo apuano; il decimo se si considerano quelli effettuati lo scorso anno.

Ad attirare l’attenzione in banchina è stata soprattutto una bambina, scesa insieme alla madre, unica donna adulta a bordo. La piccola ha tenuto per tutto il tempo tra le mani un guanto di lattice azzurro, probabilmente regalato da qualcuno del personale salito a bordo e gonfiato al massimo per ottenere l’effetto palloncino. Un palloncino che la bambina, che forse ha visto il giocattolo per la prima volta, ha tenuto ben saldo tra le mani, in braccio alla mamma, anche dopo essere salita sul pullman in direzione Imm. Come al solito, dopo aver fatto scendere i minori, in tutto undici, è toccato poi al resto del gruppo, composto interamente da uomini, con i migranti che sono stati accompagnati con i pullman al centro di Imm-Carrarafiere per le fasi di identificazione, controllo di polizia, visite sanitarie e sostentamento, prima della partenza per i centri di accoglienza.

Lungo la banchina ‘Fiorillo’ del porto di Marina di Carrara la solita numerosa ‘squadra’ dell’accoglienza, coordinata dalla prefettura e distribuita tra i tanti volontari, Croce Rossa, Asl, forze dell’ordine, Capitaneria di porto e Autorità Portuale. I 64 migranti erano stati soccorsi nei giorni scorsi al largo delle coste libiche in acque internazionali dop un viaggio che ancora unavolta parla di orrori e violenze. Novità rispetto ai precedenti sbarchi è la presenza di alcuni palestinesi, a cui aggiungere nuclei provenienti dai paesi del centro Africa tra cui Sud Sudan e Burkina Faso.

"Dei 64 migranti, abbiamo una donna adulta a bordo, – ha spiegato il Prefetto Guido Aprea – e undici minori di cui cinque accompagnati e sei non accompagnati. Le condizioni di salute sono mediamente buone per tutti". Resteranno in Toscana i sei minori non accompagnati, tre a Massa e tre a Grosseto, mentre tutti gli altri saranno accompagnati nei centri in Veneto. Un tragitto in mare molto lungo per queste 64 persone, che ancora una volta hanno dovuto viaggiare per tanti chilometri. Situazione denunciata dallo stesso staff della ‘Humanity One’, che già nei giorni scorsi attraverso le proprie pagine social si era lamentata delle enormi distanze tra il punto di soccorso e il porto assegnato; aspetto già sottolineato da altre ong giunte a Marina.

"Ancora una volta dobbiamo fare i conti con l’assegnazione di un porto molto distante dal luogo di soccorso – ha commentato in banchina Lukas Kaldenhoff, press officer della Humanity One – a Marina di Carrara abbiamo però trovato un’ottima accoglienza". La sindaca Serena Arrighi, presente come sempre in banchina, ha elogiato il grande lavoro della ‘macchina organizzativa’ che ogni volta si mette in moto, auspicando però maggior rotazione tra i porti. "Meccanismo rodato che sta impegnando molto Asl e Croce rossa – ha aggiunto la sindaca – considerato anche il recente sbarco a Livorno. Ritengo perciò che una maggior distribuzione dei porti sarebbe più logica".