Lavori sul Frigido
Lavori sul Frigido

Massa, 10 dicembre 2018 - Fiume Frigido e sicurezza: no al muro. «Se si vuole ripristinare l’equilibrio della foce bisogna demolire i due pennelli per favorire sia il rilascio naturale della spiaggia, sia il dragaggio naturale a opera delle maree».

E’ la posizione di Riccardo Caniparoli, geologo, del comitato scientifico di Italia Nostra. Una posizione sostenuta anche da Umberto Nesi, convinto che « eliminare le scogliere ortogonali alla foce ricrea la dovuta naturalità al corso d’acqua. Tutte le scogliere ortogonali alla costa non riducono l’erosione ma la esaltano come piccoli porti innaturali. Muri al Frigido, rivisitazione di tutti gli altri corsi d’acqua e relative foci, ripascimento litorale, manutenzione alle scogliere esistenti e progetto raddoppio porto di Marina di Carrara non sono problemi di destra o di sinistra ma di tutti i cittadini massesi e da affrontare una volta per tutte».

Un dibattito animato, quello che si è svolto nella sala conferenze della chiesa dei Servi di Maria, a Marina di Massa, grazie al convegno organizzato da Italia Nostra sul problema del muro da costruirsi nelle sponde del Frigido, dal ponte di San Leonardo alla foce. Relatore principale, Riccardo Caniparoli, affiancato dal presidente della sezione di Massa, Bruno Giampaoli.

Erano presenti anche il presidente della sezione Versilia, Antonio Dalle Mura, Marco Betti, ex assessore regionale alla difesa del suolo, e Luciano Faenzi, oltre a numerosi tecnici e ambientalisti. Dopo l’introduzione di Giampaoli è intervenuto Dalle Mura dichiarando che «il territorio apuo-versiliese è stato sfruttato oltre i limiti della sostenibilità. I torrenti Versilia, Frigido e Carrione presentano simili problemi, che debbono essere affrontati e risolti garantendo sicurezza nel rispetto del paesaggio, della storia e dell’economia dei luoghi».

Esaustiva la relazione del geologo Caniparoli: «In riferimento al progetto di cementificazione delle sponde del Frigido Italia Nostra è decisamente contraria. L’impostazioni metodologica adottata  per il progetto della così detta ‘messa in sicurezza idraulica’ agisce solo sugli effetti ma non sulle cause che hanno generato il disequilibrio e che produce l’insabbiamento della foce e il sollevamento del letto del fiume. Tutti gli interventi che non rimuovono le cause che generano gli effetti ma li contrastano non servono a nulla, anzi, nel caso specifico, sono dannosi e producono ulteriori disequilibri esponendo nel medio termine i territori a nuove e più violente alluvioni e dissesti alle strutture fondali degli edifici della zona. Nel caso specifico del Frigido, si individua  nella presenza dei due pennelli alla foce la causa primaria che genera la formazione della... barra di foce».