Fiordichiara B torna operativa in attesa della decisione del Tar

Il Comune di Carrara ha firmato un decreto per consentire alla Fiordichiara di prelevare e rimuovere i materiali da taglio presenti in cava. La vicenda legale tra la Fiordichiara e il Comune si preannuncia complessa, con l'amministratore delegato della Cvm Marmi che parla di strumentalizzazione. Il Tribunale amministrativo si esprimerà a metà del prossimo mese.

Fiordichiara B torna operativa in attesa della decisione del Tar

Fiordichiara B torna operativa in attesa della decisione del Tar

La cava 76 Fiordichiara B potrà movimentare il materiale, in attesa che i giudici del Tar si esprimano sulla sospensiva della concessione. In attesa del giudizio che il Tribunale amministrativo esprimerà a metà del prossimo mese, è stato firmato un apposito decreto per consentire alla Fiordichiara di prelevare e rimuovere i materiali da taglio presenti in cava, prima oggetto di divieto. Intanto per i dieci dipendenti dell’azienda del marmo sembra si stia avvicinando la cassa integrazione. Come noto alla cava 76 Fiordiciara B in base al nuovo regolamento degli agri marmiferi è stata revocata la concessione per una questione di morosità. Dal controllo effettuato il 27 settembre 2023 dall’ufficio marmo, infatti, è emerso che la Cmv Marmi non ha rispettato le scadenze del piano di dilazione per più di due rate, e risultano altresì insolute più di due note di pagamento emesse successivamente al periodo oggetto di rateazione. Ma vista la legge regionale numero 35 per le disposizioni in materia di cave, e visto il decreto cautelare numero 443 del 2023 del Tar Toscana, il settore marmo del Comune di Carrara ha disposto la sospensione parziale dell’ordinanza numero 970 del 3 ottobre scorso, limitatamente alla parte nella quale si vieta il trasporto dei materiali da taglio all’esterno della cava. Quella tra la Fiordichiara e il Comune si preannuncia già come una battaglia legale che andrà avanti per diversi gradi di giudizio. Da una parte palazzo civico punta sul rispetto del nuovo regolamento degli agri marmiferi, dall’altra l’amministratore delegato della Cvm Marmi, Alessandro Macchione parla di una vicenda strumentalizzata, dal momento che si era reso disponibile a pagare in un’unica soluzione tutto l’ammontare del piano di rateizzo, e cioè: 478 mila e 310 euro.

A.P