Operai di Fincantieri durante un varo effettuato negli stabilimenti spezzini
Operai di Fincantieri durante un varo effettuato negli stabilimenti spezzini

Carrara, 27 novembre 2017 - Per mesi, pur essendo dipendente di una società appaltatrice, ha svolto le proprie mansioni alle dirette dipendenze degli ingegneri e dei capi d’area dello stabilimento Fincantieri del Muggiano, partecipando alla realizzazione del Victory, il mega yacht da record consegnato nel dicembre 2014. Un vincolo di subordinazione che, entrato in un’aula di tribunale, ha dato corso a una sentenza pilota che non solo ha soddisfatto le pretese del lavoratore – un elettricista residente in città, per il quale il giudice ha decretato l’assunzione d’ufficio nei ranghi dello stabilimento del levante spezzino –, ma che accende i riflettori sulle modalità d’organizzazione del lavoro all’interno degli stabilimenti dell’azienda leader della cantieristica mondiale, dove sono presenti centinaia di lavoratori di società appaltatrici che lavorano gomito a gomito con i dipendenti.

La vicenda affonda le sue radici nel maggio del 2014, quando l’elettricista, da dieci anni dipendente di una ditta genovese dell’indotto di Fincantieri – e che proprio alla fine di quell’anno, a causa dei debiti, fu costretta a presentare istanza di fallimento e a licenziare l’operaio –, comincia ad essere impiegato nella realizzazione dei quadri elettrici del mega yacht Victory: lavori che non rientravano nell’appalto in corso tra la ditta e Fincantieri, tanto che le disposizioni e l’organizzazione del lavoro erano stabilite direttamente da un ingegnere dello stabilimento del Muggiano. Da qui la causa promossa davanti al giudice del lavoro del tribunale di Genova, con l’operaio che, assistito dall’avvocato Daniele Biagini, ha visto soddisfatte le proprie richieste. Il giudice Alessandro Barenghi ha ricondotto ai criteri del lavoro subordinato a tempo indeterminato il rapporto tra l’operaio e Fincantieri «a seguito di prestazione lavorativa estranea al contratto d’appalto tra Fincantieri e la società», e ha condannato l’azienda a inserire l’elettricista nel proprio organico.

Lasentenza non è stata impugnata da Fincantieri e, proprio in questi giorni, è diventata definitiva. Tuttavia, nonostante il giudice del lavoro abbia ordinato l’immediato inserimento nell’organico aziendale, Fincantieri non ha ancora adempiuto, esponendosi in questo modo a un ulteriore risarcimento delle retribuzioni successive alla sentenza, stimate del legale dell’elettricista in circa 60mila euro. «Si tratta di una decisione importante per i lavoratori – spiega l’avvocato – in quanto risolve a loro favore una fattispecie giuridica complessa, per la quale, nell’ambito di un rapporto di appalto, avendo la Fincantieri organizzato l’attività lavorativa, gli stessi diventano suoi dipendenti diretti. La circostanza che Fincantieri abbia deciso di non appellare la sentenza è molto rilevante, in considerazione dei numerosi appalti in essere, con centinaia di lavoratori nei vari cantieri italiani».