di Monica Leoncini "Eravamo al bar, appena abbiamo saputo siamo corsi a vedere". La comunità di Migliarina ieri si è stretta attorno alla famiglia Balestracci. Tante persone sono arrivare per vedere cosa fosse successo, non per curiosità, ma nella speranza di sapere le condizioni di Nello e di saperlo ancora vivo. "Le mie figlie hanno sentito un rumore forte ma sordo - ha detto un vicino di casa - mi hanno telefonato e sono tornato a casa. Sono stato tra i primi ad arrivare e vedere coi mei occhi quanto successo. Non ci potevo...

di Monica Leoncini

"Eravamo al bar, appena abbiamo saputo siamo corsi a vedere". La comunità di Migliarina ieri si è stretta attorno alla famiglia Balestracci. Tante persone sono arrivare per vedere cosa fosse successo, non per curiosità, ma nella speranza di sapere le condizioni di Nello e di saperlo ancora vivo. "Le mie figlie hanno sentito un rumore forte ma sordo - ha detto un vicino di casa - mi hanno telefonato e sono tornato a casa. Sono stato tra i primi ad arrivare e vedere coi mei occhi quanto successo. Non ci potevo credere". "Io ho sentito una ragazza urlare - ha aggiunto un altro residente - non ho sentito un boato, ma mi sono preoccupato sentendo le grida". Il momento più tragico con l’arrivo della famiglia. Il figlio Gianni, in particolare, lo aveva visto la mattina stessa, poco prima dell’esplosione. "Sono passato a trovarlo - raccontava agli amici arrivati per sostenerlo -, lui aveva già fatto colazione e preso le medicine, mi sono assicurato che stesse bene. Sono andato a comprargli una lampadina e sono tornato a sistemarla. Poi sono uscito per fare un giro in bicicletta, ero in sella quando mi hanno comunicato quanto accaduto, è stato uno choc". E’ arrivato subito e non ha potuto fare altro che aspettare l’esito delle ricerche, sorretto dalla famiglia.

Sotto choc anche suo figlio, Mirko, conosciuto per essere un ex giocatore di calcio e membro dello staff medico dello Spezia. Non riusciva a darsi pace, per non potersi avvicinare alla casa del nonno a cui teneva molto. Anche gli altri nipoti erano distrutti; non si sono voluti allontanare neppure un attimo dall’abitazione crollata. Seduti all’ombra delle piante, hanno aspettato l’esito delle ricerche in un dolore muto, composto. Pure il fratello era lì, in attesa, con gli altri. L’altra sorella di Nello invece vive fuori dalla Lunigiana. La comunità era distrutta, i familiari sono stati accuditi e tranquillizzati, per loro sono state tirate fuori alcune sedie e acqua da bere, visto che le ricerche sono andate avanti per ore. Nessuno voleva allontanarsi dal luogo della tragedia.

"Appena crollata la casa abbiamo iniziato a chiamare Nello - hanno continuato a dire i vicini - inizialmente ci sembrava di aver sentito la sua voce chiedere aiuto. Lo abbiamo chiamato tanto". Le speranze o si sono affievolite man mano che passavano le ore. Si sperava che l’uomo potesse essere in bagno, così da rimanere più riparato dalle macerie, o magari che fosse rimasto illeso sotto una trave. Il corpo invece è stato ricavato in uno spazio tra la cucina e la sala, proprio dove diceva il figlio. "Siamo tutti distrutti - ha aggiunto un amico - non credevo che Nello potesse fare una fine così terribile. Ci mancherà molto".