Fabrizio De Andrè
Fabrizio De Andrè

Carrara, 10 luglio 2018 - Fabrizio De André è stato il più carismatico cantautore italiano e sicuramente uno dei più amati in assoluto, oggetto di un vero e proprio culto. «De André, io… Noi» è il titolo della presentazione musicale che si è tenuta domenica scorsa all’interno della sala rappresentanza della Camera di commercio. Al centro della discussione il nuovissimo libro «Lui, io, noi»; intimo e pieno di episodi e aneddoti inediti, dove a raccontarli e commentarli è intervenuta per la prima volta Dori Ghezzi, compagna di Faber dal lontano 1974 fino alla sua morte avvenuta nel 1999.

A introdurre la serata è stata la giornalista Daniela Marzano, che ha presentato gli ospiti: Carlo Romanelli, docente di matematica e giornalista. Francesca Serafini, scrittrice e ideatrice del libro. Riccardo Canesi, docente di geografia ed esperto di musica italiana. Non presente invece il secondo scrittore, Giordano Meacci. Dopo i consueti saluti e ringraziamenti da parte della Marzano, la parola è passata a Romanelli che ha sottolineato l’importanza di Carrara, culla per eccellenza delle cave e dell’anarchia, motivo per il quale il maestro se ne innamorò, rivolgendosi alla Ghezzi e chiedendole se la nostra città (con tutte le sue sfumature), le suggeriva qualcosa. Prontissima la risposta, a tratti emozionata, della cantante italiana: “Si è vero, Fabrizio aveva un certo gusto per le cose belle ed era legato alla città per questo motivo. Voglio ricordare questa serata come un momento gioioso e non strettamente commemorativo poiché quel “noi” presente nel titolo, include anche voi presenti stasera. Per quanto riguarda il libro che dire, gli episodi e gli aneddoti sono veramente troppi da poterli raccontare in questa sede, spero che possiate assaporarli attraverso i vari capitoli".

All'evento ha preso parte anche la cover band dei Kinnara che ha riprodotto i più famosi brani rievocando la voce del cantautore genovese. La coppia De André è stata infine premiata, per l’eredità musicale, da Giacomo Bugliani e Dino Eschini con il premio letterario “San Domenichino”, giunto alla 59esima edizione. L’artista Clara Mallegni ha invece donato due delle sue tele alla Ghezzi e alla Serafini, calando il sipario su una serata all’insegna dell’arte.