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Massa, frate vuole vendere un calice: «È per aiutare i bisognosi»

Apparteneva a Papa Pio X, proclamato santo nel 1954, e ora  potrebbe trasformarsi da oggetto prezioso ed antico, a veicolo di misericordia

di MARIA NUDI
Ultimo aggiornamento il 11 settembre 2018 alle 07:10
Il calice apparteneva a Papa Pio X (santo dal 1954) e fu donato da una sorella a un frate francescano che poi lo ha dato a frate Giuseppe

Massa, 11 settembre 2018 - Un calice "santo", perché apparteneva a Papa Pio X, proclamato santo nel 1954, potrebbe trasformarsi da oggetto prezioso ed antico, a veicolo di misericordia che va in aiuto alle persone che hanno bisogno di un aiuto economico per andare avanti. Lo mette in vendita il proprietario di questo oggetto prezioso ricco di storia e di fede, frate Giuseppe Giunta dell’Istituto secolare dei Servi di Maria, originario di Viareggio, oggi ha 78 anni da tempo ospite in episcopio.

Al frate è stato donato una decina di anni fa da un frate francescano, Agostino Sergio Ferrini, un religioso particolare che a sua volta lo ebbe da una sorella del pontefice. Una storia affascinante che dal Vaticano, il prezioso calice era custodito nella cappella dove il pontefice officiava la messa, arriva nella nostra città.

« Ho avuto in dono questo calice particolarmente prezioso perchè apparteneva a Papa Pio X, poi san Pio X,- racconta frate Giuseppe Giunta, che per motivi di salute non fa più vita comunitaria, ma i voti sono validi- da frate Agostino Sergio Ferrini, un frate francescano una decina di anni fa. Lo ho custodito con particolare devozione e particolare attenzione, ma ora penso che questo oggetto potrebbe aiutarmi ad aiutare altre persone».

Frate Giuseppe è un religioso di «strada» di quelli che aiutano gli ultimi che in un passato lontano quando professava in Sicilia è stato «intimidito» dalla mafia e ora fa un altro atto coraggioso mette in vendita. «Vede – conclude frate Giuseppe – dalla vendita di questo oggetto posso ricavare del denaro che metto a disposizione di persone che ne hanno bisogno». Frate Giuseppe ha fatto valutare il calice in modo da fornire delle garanzie a chi può essere interessato.

« Mi rivolgo- dice frate Giuseppe- a tutti. Agli appassionati di oggetti antichi, alle parrocchie a chi può comprendere oltre al valore conomico di questo calice anche il valore fideistico e morale e quindi lo può custodire con impegno e devozione. Quel denaro lo utilizzerò per aiutare il prossimo. Chi è interessato può contattarmi attraverso la curia vescovile. Vivo in episcopio».

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