Massa, 9 settembre 2018 - LI RICONOSCI, i dipendenti di Provincia e Genio Civile che devono presentarsi in Tribunale per essere interrogati dal Gip Alessandro Trinci. Anche ieri erano in cinque. Una donna, dipendente del Genio Civile (quindi della Regione Toscana), piangeva. Lacrime amare e dalle parole capisci che ha la paura, peggio la quasi certezza, di essere a un passo dal licenziamento. «A giorni arriverà la lettere di licenziamento – ha detto a chi l’ascoltava tentando di alleviare la sua disperazione. Altri non piangono ma li vedi subito, spaesati, cercare con lo sguardo l’avvocato. Come fosse l’unico punto di salvezza in un mondo, quello del Tribunale, che non conoscevano e non avrebbero voluto conoscere.

Ad attenderli, tutti e cinque, c’era Trinci, il Giudice delle Indagini preliminari. E’ stato lui a leggere per primo gli atti presentati dalla Procura e a dare il via libera ai provvedimenti restrittivi della libertà individuale chiesti dal Pm Roberta Moramarco. Inutile chiedere al Giudice informazioni. Quando bussi alla sua porta, cortese come sempre apre. Ma non gli «scuci» una parola sulle dichiarazioni rese dagli imputati. Rifiuta persino di dire quanti hanno parlato e quanti si sono rifiutati di rispondere. Ma al cronista, per evitargli sbagli («tanto dovete scrivere, quindi è meglio vi dica bene le cose») spiega come funziona la procedura. «Queste trenta persone hanno diritto di essere interrogate entro 10 giorni. Ne ascolto 5 al giorno. Solo domenica (oggi per chi legge ndr.) non li sentirò ma se erano di più li avrei ascoltati anche domenica». Non è inutile ricordare che rispondendo alle domande del giudice, gli accusati, se lo convincono, hanno la possibilità di vedersi togliere le misure cautelari.

Ascoltando gli addetti ai lavori, scopri poi realtà in qualche modo sorprendenti. Tutti gli arrestati hanno già un legale di fiducia e un dipendente della Provincia agli arresti ha chiesto e ottenuto di essere difeso dallo studio legale di Francesco Persiani, il sindaco di Massa. Molti indagati, invece, avendo più tempo devono ancora scegliere l’avvocato. Poi c’è la differenza di reazione tra Provincia e Regione. Tutti si chiedono perchè i controlli (se c’erano) non funzionavano e tanti notano la differenza tra la Regione, che ha già annunciato il «licenziamento senza preavviso per i dipendenti regionali per i quali risulti accertata la falsa attestazione della presenza in ufficio» e la Provincia che si è limitata a dire che «nel caso di responsabilità accertate chiederemo il risarcimento di ogni danno subito compreso quello causato all’immagine dell’ente provinciale». A proposito. La Regione annuncia anche che «sarà verificata l’esistenza di responsabilità dirigenziali per omesso controllo».