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Massa Carrara, 6 settembre 2018 - Forse erano certi dell’impunità i dipendenti della Provincia di Massa Carrara e del Genio Civile della Regione Toscana che all’alba si sono trovati alla porta di casa i carabinieri della compagnia di Massa. Un blitz che ha visto oltre 100 militari consegnare l’ordinanza di custodia cautelare (e notificare l’avviso di garanzia) a ben 70 dipendenti pubblici, tutti della Regione e della Provincia. Accusati, a vario titolo, di assenteismo. E non solo.

PER I DIPENDENTI DELLA REGIONE SCATTERA' IL LICENZIAMENTO 

e differenze però sono grosse. Quelli "messi peggio", tanto che si trovano agli arresti domiciliari, sono Andrea Battistini, Sergio Bernacca, Laura Elda Bertoncini, Maria Antionietta Candeloro, Giorgio Ceragioli, Luigi D’Argliano, Gianni Dell’Ertole, Riccardo Francesconi, Pier Luigi Frustaci (Genio Civile), Andrea Giusti, Lara Innocenti, Emwan Kuldheril (originario della Thailandia, dipendente Genio Civile), Massenzio Lanini, Santo Macaluso, Diego Morabito, Marco Andrea Nari, Laura Pantera, Alessandro Puccetti (dipendente Provincia), Giuseppe Rossi, Massimo Salvatori, Simonetta Sergiampietri, Giovanni Tassi, Emilio Venturini (Genio Civile), Renato Di Scuso, Loreno Vivoli (Provincia), Maria Teresa Zattera (Provincia). In tutto 26 persone.

Poi ci sono i tre che non sono agli arresti ma hanno ricevuto il divieto di dimora a Massa: sono Lucia B., Luca B. ed Eugenia S.

Tanto per capirci. Non parliamo di semplici impiegati. Tra loro abbiamo personaggi pubblici come il comandante della polizia provinciale di Massa, l’autista del presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, un messo notificatore dello stesso ente e dieci funzionari del Genio civile.

Il nome probabilmente più noto è quello di Loreno Vivoli, già assessore in Comune a Massa in una delle tante amministrazioni di sinistra. Ma c’è anche il comandante della Polizia provinciale Giorgio Ceragioli.
Dovevano essere al lavoro e invece lasciavano indisturbati l'ufficio per dedicarsi alle loro faccende private (il video):

La loro posizione è grave per alcune concause. Lo scorso anno una «fuga di notizie» rivelò che sul portone di Palazzo Ducale c’era una telecamera che rivelava il via-vai delle persone. Gran parte degli assenteisti capì che era giunto il momento di guadagnarsi lo stipendio. E iniziò a lavorare. Questi sono gli indagati.

Ma gli altri, secondo l'ipotesi accusatoria, continuarono a fare quello che facevano, magari prendendo qualche precauzione in più. "In questi mesi di osservazione abbiamo scoperto che qualcuno non usciva più dalla porta principale ma dalla porta secondaria. E c’era persino chi usava la porta di casa del custode", rivela il tenente colonnello Tiziano Marchi, l’uomo che ha guidato i carabinieri del nucleo investigativo di questa delicatissima indagine.

 

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