Giada Petriccioli racconta la sua storia
Giada Petriccioli racconta la sua storia

Carrara, 9 febbraio 2019 - «Sono stata aggredita da un uomo appena uscita dal lavoro. In mezzo a via Roma alle 21». A raccontarlo sul proprio profilo social e poi a noi de La Nazione è Giada Petriccioli, giovane mamma carrarese che lavora alla pizzeria ‘Otto’, in pieno centro città. Lei conosce bene il suo aggressore e spiega di «aver già sporto denuncia» anche se preferisce non fare nomi, ma non ha paura di raccontare quello che le è successo. «Erano le 21 di giovedì e, uscita dal lavoro, stavo andando tutta sola a prendere un caffè quando un furgoncino è arrivato alle mie spalle a tutta velocità per poi inchiodare a poca distanza da me in mezzo a via Roma - racconta Giada Petriccioli -. Non faccio in tempo ad andare avanti che il conducente scende e mi grida ‘che cosa hai da guardare?’. Stupita chiedo se ce l’ha con me e lui a quel punto rincara la dose cominciando ad offendermi».

Da qui in poi la situazione è degenerata, passando in breve tempo dagli insulti alle minacce. «Ovviamente, gli ho fatto notare che non serviva arrabbiarsi, bastava un semplice ‘no, non ce l’ho con te’, invece niente, quindi ha rincarato la dose usando insulti ed offese trite e ritrite, facili da dire ad una donna - prosegue il racconto -. L’ho mandato a quel paese e me ne sono andata incavolata nera. A quel punto però sono entrata in un locale dove il signore mi ha seguito urlando e minacciandomi, a quel punto gli ho risposto anch’io e lui ha visto bene di venire minaccioso verso di me, faccia a faccia, pensando di farmi tanta paura, ma gli è andata male.

A quel punto ci hanno diviso e lui, forte del fatto che mi stavano tenendo le mani, mi ha tirato in faccia dell’acqua da una bottiglietta e mi fa ha fatto cadere gli occhiali rompendoli. Ne è uscita poi fuori una lite assurda durante la quale mi ha detto che se non fossi stata una donna mi avrebbe ‘gonfiata di botte’». Tutto si è poi concluso in pochi minuti, ma Giada ha deciso di andare avanti e non ha perso tempo a chiamare le forze dell’ordine. «Ho subito chiamato i carabinieri - racconta - e oggi (ieri, ndr) ho formalizzato la querela, mi fido delle forze dell’ordine e soprattutto non voglio soprassedere su una cosa del genere. Lui nel frattempo ha fatto una brutta figura davanti a tutti, mentre io probabilmente ho capito che la mia colpa sta nel lavorare troppo e con passione e nel non essere invidiosa di nessuno».