Lucca, 12 maggio 2018 - Nicola Mingazzini ha dato ufficialmente addio al calcio giocato e lo ha fatto nel corso di una conferenza stampa, alla presenza dei suoi genitori e del figlio, ma anche di tutti i suoi compagni di squadra. Con tanto di giacca, l’ormai ex centrocampista rossonero, ha così esordito: «Grazie alla società, perché mi ha permesso di continuare a giocare in un momento non facile per me. Grazie alla mia famiglia, che mi ha sempre supportato in questo percorso e grazie ai miei compagni. Un ringraziamento particolare al dottor Adolfo Tambellini. Chiudo senza alcun rimpianto. Credo di essere stato un buon giocatore. Ora voglio provare a fare l’allenatore. Penso che la mia esperienza possa essere utile nell’intraprendere questa nuova avventura. Ho il patentino per fare il “secondo” ed allenare una squadra del settore giovanile».

E quella squadra, Nicola Mingazzini, potrebbe averla proprio qui, nella Lucchese, come ha dichiarato Fabrizio Lucchesi: «Se lo vorrai – rivolgendosi al “Minga” – , le porte della Lucchese saranno sempre aperte per te». Si dice che possa allenare la «Berretti» (Di Stefano potrebbe andare al settore giovanile della Pistoiese, assieme a Massimo Indragoli). Prima della foto assieme ai compagni di questa stagione – che per Mingazzini non è stata facile, perché ha giocato poco e perché ha subìto un infortunio – , i tecnici di DìLucca hanno mandato in onda un video a sorpresa contenente gli auguri per la nuova carriera espressi dal portiere della Samp, Viviano, dall’ex presidente dell’Atalanta, Ruggeri, dall’allenatore del Genoa, Ballardini, dal primo trainer del rossonero, Andrea Mandorlini, che lo portò prima a Bergamo e, poi, a Bologna e di ex compagni come Cristian Amoroso e Rocco Sabato. Un tributo che ha suscitato l’evidente commozione da parte di Mingazzini. Al termine della conferenza, la società ha offerto un rinfresco.