“Un Teatro sempre aperto“. Garboli, la voce e la scrittura

Evento al “Giglio“ con tanti ospiti per il ventennale della scomparsa del critico, scrittore e traduttore

Nel ventennale della morte di Cesare Garboli il Teatro del Giglio, in collaborazione con Feltrinelli Librerie – Lucca, nell’ambito di “Un Teatro Sempre Aperto“, offre al pubblico “Cesare Garboli: la voce, la scrittura”, nella sala grande del Teatro del Giglio, oggi alle ore 17.30 (ingresso libero e gratuito). L’evento è realizzato da un’idea di Margherita Loy e Giorgio Amitrano, sarà impreziosito dalla proiezione di video provenienti dalle teche RAI con interviste al grande critico-scrittore. Cesare Garboli (Viareggio 17 dicembre 1928 – Roma 11 aprile 2004), traduttore straordinario di Molière e Shakespeare, critico-scrittore sopraffino, creatore di un linguaggio critico che non ammette discepoli e che ha pochissimi eguali nella storia della critica italiana, verrà ricordato con la lettura dei suoi testi, nella voce di attrici, attori e collaboratori che avevano con Garboli un profondo rapporto di amicizia: Giorgio Amitrano, Anna Bonaiuto, Carlo Cecchi, Roberto De Francesco e Iaia Forte.

In questo incontro l’intento è restituire, attraverso la lettura dei suoi testi, la grandezza e la poliedricità di questo straordinario uomo di cultura. Garboli inoltre amava il teatro e ai suoi protagonisti ha dedicato, oltre che mirabili traduzioni, saggi, articoli, anche il libro La famosa attrice edito da Adelphi che ripropone, con una splendida postfazione, un libello ottocentesco sulla moglie di Molière.

Nel maggio del 1978, dopo l’uccisione di Aldo Moro, Cesare Garboli decise di lasciare per sempre Roma e ritirarsi nella sua casa di Vado di Camaiore, e da allora la Lucchesia divenne suo luogo d’elezione. Dividendosi tra Parigi e la Toscana, per continuare a lavorare sull’amatissimo Molière, trascorrerà gli ultimi anni dedicandosi, tra l’altro, alla figura sfaccettata di Giovanni Pascoli.