Furti (foto Ravaglia)
Furti (foto Ravaglia)

Lucca, 30 novembre 2018 - Non sono solo le statistiche, che piazzano Lucca tra le capitali italiane dei furti, è il vissuto a dirlo. La quotidiana apprensione che qualcosa giri storto. Che un allarme inizi a suonare nel cuore della notte. O che, sul far della sera, arrivino visite spiacevoli presso la propria attività. O, peggio, che si presenti qualcuno, come del resto è successo, con una pistola puntata in faccia per portare via quanto è stato frutto del proprio lavoro. Lucca è Monte San Savino: anche nella nostra città la solidarietà verso il gommista Fredy Pacini che ha ucciso il trentanovesimo ladro che si presentava nella sua attività è sincera. E genera quasi rabbia per uno Stato che spesso non riesce a difendere i propri cittadini e che troppo spesso, una volta assicurati alla giustizia i colpevoli, trova il modo di liberarli, a volte dopo pochi giorni già nell’udienza di convalida. 

"Che ci sia un problema, che si respiri nell’aria la paura – spiega Fabrizio Alberigi di Autosystem Snc, ditta che vende autoricambi nella zona di San Filippo – mi pare evidente. Sino a 15 anni fa si usciva tranquilli dal lavoro, ora no. Ora il pensiero, quando arriva il buio, va a chi potrebbe arrivare al di là della porta a vetri. Se sono favorevole alla legittima difesa? Personalmente non ho un’arma e non ne sarei capace, ma sono più che favorevole. Sono gli stessi agenti delle forze dell’ordine a dichiarare la loro impotenza, tra telefonini che li riprendono mentre sono in azione e scarcerazioni facili. E del resto chi ha un’arma sa che potrebbe essere costretto a usarla".
 
Un'arma, sia pure giocattolo, se la trovò puntata in faccia una delle proprietarie del distributore Esso di via di Tiglio. "Mia sorella – spiega Ilaria Gianni – continua a portare addosso i segni di quell’esperienza. Difficile poi tornare a lavorare tranquilli quando ti puntano un’arma, che solo dopo si è saputo esser giocattolo, addosso. Il gommista di Arezzo? Ha fatto bene a sparare". Ne è convinto anche Marco Salvetti dell’autofficina Marraccini e Salvetti. "Abbiamo subito due furti in poco tempo – spiega – nel secondo tentarono di portar via anche un’auto. Abbiamo gli allarmi e il servizio di vigilanza, ma le assicurazioni non coprono tutto. Quel gommista di Arezzo, dopo decine di furti, che doveva fare? Portano le persone all’esasperazione". 

Walter Cicu, dell’Elettroservice di via Romana, mostra un vetro rotto, segno dell’ultimo furto. "In 26 anni solo tre furti, mi è andata quasi bene – ironizza – l’ultima volta si son portati via tra contante e materiale 7000 euro. Possibile che in casa nostra o nelle nostre aziende non ci si possa difendere?".