Guido Dal Porto (foto Alcide)
Guido Dal Porto (foto Alcide)

Lucca, 25 novembre 2016 - Sono rascorsi ormai più di sette lunghi mesi dall’aprile scorso, quando a Guido Dal Porto, imprenditore di 56 anni di San Ginese di Compito, venne tolto per errore il rene destro - sano - invece di quello sinistro affetto da un tumore. Un intervento maldestro eseguito all’ospedale San Luca, cui seguì a metà giugno un intervento conservativo al rene sinistro all’ospedale Versilia. L’inchiesta della magistratura è ormai vicina alla conclusione, con il deposito della perizia eseguita dai due consulenti nominati dal pm Elena Leone, il dottor Luca Tajana medico legale (noto come cofirmatario della relazione conclusiva dell’autopsia sul corpo di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate di Sopra uccisa nel 2010) e il professor Davide Vicini urologo e docente universitario di Pavia.

La relazione dei consulenti della Procura, ai quali si aggiungerà poi quella del dottor Stefano Pierotti, nominato dall’avvocato di Dal Porto, è ora al vaglio del pm che poi dovrà prendere le proprie decisioni in merito ai profili di responsabilità. Sono sempre tre i medici indagati: il radiologo che aveva refertato la Tac, commettendo un errore materiale con scambio del lato destro per il sinistro, l’urologo che ha effettuato l’intervento chirurgico e un altro urologo che era presente in sala come secondo operatore. Nel frattempo Guido Dal Porto, tramite l’avvocato Veronica Nelli, ha presentato una richiesta di risarcimento danni all’Asl. L’azienda sanitaria ha aperto un’istruttoria e sarebbe in corso una trattativa. «Io spero solo che ci sia giustizia nei miei confronti – commenta Guido Dal Porto – e che sia una giustizia rapida. Attendo da più di sette mesi che venga fatta piena luce sulla mia vicenda. Sono molto provato...». Nessuna novità al momento neppure sul fronte della richiesta di grazia presentata dal suo difensore.