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Posti letto promiscui al San Luca. Interrogazione al ministro Grillo

Vizzini (M5S): «Pratica anti-privacy strutturale, posti letto carenti»

Ultimo aggiornamento il 5 settembre 2018 alle 20:14
Giulia Grillo (Lapresse)

Lucca, 5 settembre 2018 - Camere promiscue uomo-donna al San Luca: ora la questione vola in Parlamento. «Come può un ospedale di recente progettazione avere decine e decine di posti letto in meno di quanti erano nel progetto della sua realizzazione – così Gloria Vizzini, portavoce M5S alla Camera dei Deputati, promotrice dell’interrogazione in Parlamento – ? Come è possibile solo pensare che in una struttura pubblica venga adottata una politica di promiscuità nei ricoveri con pazienti costretti a condividere la camera d’ospedale con persone di sesso opposto, usando lo stesso bagno, con la privacy difesa solo da un’esile tenda?». 
 
La tenda utilizzata come separè non può bastare e, purtroppo, nemmeno i posti letto come più volte hanno rimarcato i comitati sanità, prima, durante e dopo la costruzione del nuovo ospedale. I nodi sono venuti al pettine, in maniera prorompente. Il problema, su cui in questi giorni si è alzato un vivacissimo dibattito a cui ha preso parte anche il Tribunale dei diritti del malato, è stato portato all’attenzione del Ministro della Salute, Giulia Grillo.

Nel testo dell’interrogazione la Vizzini sottolinea come «l’Ospedale S. Luca dovrebbe esser stato progettato per 410 posti letto, ma da documenti dell’area vasta Nord Ovest si evince che al gennaio 2017 i posti letto siano 370, quindi almeno 40 posti letto risultano mancanti. Da documenti non ufficiali, ma di provenienza sindacale – sottolinea Vizzini –, inoltre, la carenza posti letto potrebbe arrivare anche a 80 posti letto. Questa difficoltà è aggravata dalla promiscuità, palesemente lesiva dei più elementari criteri di rispetto della dignità individuale e della persona, peraltro nei confronti di soggetti “deboli” per la loro condizione di malattia e sofferenza». «La speranza – conclude Vizzini – è che il ministero intervenga con la Regione per approfondire il motivo di queste criticità e far sì che non si verifichino in futuro se non per superare temporanee carenze di posti letto. Fino ad oggi questa pratica organizzativa ha avuto carattere strutturale, non temporaneo, per questo deve cessare immediatamente».
 

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