Guido Dal Porto si sottoporrà alla seconda operazione. Stavolta al Versilia (foto Alcide)
Guido Dal Porto si sottoporrà alla seconda operazione. Stavolta al Versilia (foto Alcide)

Lucca, 6 settembre 2019 - Forse siamo a una svolta nella lunga vicenda giudiziaria del rene sano asportato per errore il 14 aprile 2016 all’ex imprenditore lucchese Guido dal Porto, oggi 58enne, sfociata in tre condanne e un pesante risarcimento danni. L’Asl avrebbe infatti deciso di versare le somme richieste dal giudice, ma i medici condannati non si sono fatti avanti. E così per almeno uno di loro è scattato il pignoramento di un appartamento nel centro storico e di altri beni mobili, deciso dal tribunale in accoglimento della richiesta delle parti civili, che hanno scelto una linea dura.

Il processo di primo grado si era chiuso nel giugno scorso con la condanna a sei mesi di reclusione emessa dal giudice Stefano Billet nei confronti dei due urologi Stefano Torcigliani e Giuseppe Silvestri e della radiologa Claudia Gianni, per lesioni gravi colpose. Come richiesto dal pm Elena Leone, il giudice aveva anche disposto per i programmi un anno di interdizione dall’attività professionale. Aveva stabilito infine un risarcimento provvisionale alle parti civili, in solido a carico dei tre medici e dell’Asl Toscana Nord: in totale dovranno versare 900mila euro a Dal Porto e ai familiari costituitisi parte civile con gli avvocati Veronica Nelli e Simona Baccelli. Una cifra provvisionale, a fronte del milione e 800mila euro chiesto come risarcimento complessivo e che può proseguire tramite una causa in sede civile. IN

Questi tre mesi l’Asl, dopo tanti rinvii, annunci, ripensamenti e un po’ di “melina”, avrebbe però deciso di versare finalmente a Dal Porto e famiglia la somma stabilita dal giudice Billet come provvisionale, ottemperando quindi nella sostanza alla sentenza di primo grado. Ma nel frattempo i tre medici condannati non hanno manifestato alcuna intenzione di risarcire almeno parzialmente il malcapitato paziente. E così gli avvocati di parte civile hanno deciso di cautelarsi, procedendo con richieste di pignoramento di beni mobili e immobili a carico dei tre professionisti. Il tribunale nei giorni scorsi ha accolto le richieste a carico di uno dei medici condannati, disponendo il pignoramento di un appartamento in centro e anche di alcuni veicoli. Provvedimenti (reversibili) che di fatto mirano a evitare la vendita a terzi di questi beni, in modo che possa essere garantito un risarcimento anche parziale del paziente. Nel frattempo la partita a scacchi per un pieno risarcimento continua.