Bruno Zago
Bruno Zago

Lucca, 5 giugno 2019 - I 147 posti di lavoro saranno mantenuti, con la volontà di assumere ulteriore personale nel momento in cui l’azienda avrà recuperato i fatturati del momento di maggiore espansione e ripartirà sui mercati; la ragione sociale diventerà ‘Cartiera di Tolentino’, cittadina delle Marche, per incorporazione nel gruppo, i marchi però rimarranno. Idee chiare per Bruno Zago, 69 anni, nuovo titolare della Papergroup e Tissue Tech, la divisione converting dell’impresa cartaria capannorese, passata attraverso il fallimento. Adesso sembra davvero essere ritornato il sereno per gli addetti. Zago, già proprietario, attraverso il suo gruppo, Pro Gest (500 milioni di fatturato), dell’Ondulati Giusti di Altopascio, ha come obiettivo primario e a breve termine il rilancio. 

«Sono esperto ormai – commenta l’imprenditore – e se ho compiuto questo passo è perché ci vedo potenzialità. C’è bisogno di far decollare di nuovo questa realtà, che comunque non si è mai fermata. Servono investimenti e la strategia giusta per fornire nuova linfa e impulso a un brand che ha vissuto momenti di difficoltà. Il motivo della scelta? Sono spesso in Toscana, conoscevo questo stabilimento, mi ero interessato addirittura prima di sbarcare ad Altopascio. All’asta mi sembrava un prezzo congruo ed eccomi qua. Anche se ho già fabbriche del tissue in Veneto e in Trentino. Non posso promettere di riportare immediatamente questa ditta ai 60 milioni di fatturato della fase anteriore alla crisi, però dobbiamo provare a risollevarla step by step, un passo alla volta». 

Il mercato? «Nessuna preoccupazione, ci saremo. Bisogna – spiega – ricollocarci e vedrete che il segmento adatto lo troviamo. Anche all’estero, l’Europa e non solo, il Centro America ad esempio. Certamente c’è da ricostruire tutta la filiera con la grande distribuzione: è un comparto dove al minimo segnale di difficoltà ti mollano. Rientreremo in questo target appena possibile, ricostruendo affidabilità e credibilità. Intanto ho notato la presenza di macchinari interessanti. La ricetta? Intanto incrementare la trasformazione da un lato e la vendita delle bobine dall’altro». Un self made man, come si suol dire, che ha lavorato in fabbrica da giovane e a soli 23 anni ha fondato la sua prima industria. A Capannori, per il momento, opereranno manager di fiducia del suo impero.