Un piazzale intitolato a Oriana Fallaci a Firenze (Foto NewPressPhoto)
Un piazzale intitolato a Oriana Fallaci a Firenze (Foto NewPressPhoto)

Lucca, 24 maggio 2019 - La troppa fretta alle volte gioca brutti scherzi. E anche se i propositi sono lodevoli, il voler accelerare i tempi può costare caro. Da ieri lo sa bene il sindaco di Castiglione, Daniele Gaspari, che voleva trasformare Campori – frazione da 200 abitanti dell’alta Garfagnana, in provincia di Lucca – nel paese più rosa d’Italia. Così ha stravolto la toponomastica del borgo, sostituendo le strade storiche con i nomi di donne illustri: da Oriana Fallaci a Matilde di Canossa, da Ada Negri ad Anna Frank, fino a Rita Levi Montalcini, Maria Montessori e Frida Kahlo. Il tutto studiato ad arte affinché fosse pronto per la presentazione in grande stile programmata per l’otto marzo, festa della donna. Peccato che i cartelli siano stati installati senza aspettare il benestare di Prefettura e Istituto storico Lucchese.

La vicenda ha fatto infuriare un gruppetto di 27 residenti, che hanno presentato ricorso al Tar della Toscana contro la delibera comunale. Ieri il presidente del tribunale, Manfredo Atzeni, ha accolto l’istanza cautelare presentata dagli abitanti e ha ordinato all’amministrazione di rimuovere i cartelli fino all’eventuale nulla osta del Prefetto. In altre parole quei cartelli sono illegittimi perché non hanno ricevuto in via preventiva l’autorizzazione. Non solo: il Tar ha condannato il Comune al pagamento delle spese per la fase cautelare, pari a 1500 euro più iva, e ha fissato la discussione del ricorso al 15 gennaio del 2020.

Tra le questioni sollevate dallo studio legale Bianchini, Marcolini e Rossi, che ha seguito la procedura per conto dei residenti di Campori, anche il fatto che una strada storica come via Domenico Vandelli – realizzata a metà del Settecento e paragonabile per importanza e prestigio alle arterie romane come via Cassia o via Aurelia – venisse di fatto ‘cancellata’, sostituita senza preavviso da via Matilde di Canossa. Oltre a ciò, i ricorrenti hanno denunciato ritardi e caos nella ricezione della posta. Dalle notifiche da parte degli uffici giudiziari a quelle del catasto. Fino alle multe e ai certificati sanitari. Con i nomi delle strade rivoluzionati, infatti, pure i corrieri provenienti da fuori paese sono rimasti disorientati. E così si è generata una confusione senza precedenti, con case ‘irriconoscibili’ e domicili fantasma. Quaranta i residenti che lo scorso mese avevano presentato diffida al Comune, in 27 poi hanno deciso di andare avanti per vie legali, arrivando davanti al Tar. E adesso il verdetto che toglie a Campori il titolo di paese più rosa d’Italia. Più che rosa, rosso. Ma di imbarazzo.

Alessandro Pistolesi