Lucca, 1 settembre 2018 - E’ racchiusa nelle quasi 500 pagine (allegati compresi) della voluminosa relazione tecnica appena consegnata alla Procura la verità dei tre consulenti del pubblico ministero sulla tragedia che esattamente un anno fa costò la vita a Eugenio Viviani e Antonio Pellegrini, i due operai della cooperativa agricola Morelli che morirono nello schianto a terra del braccio meccanico di una gru, mentre stavano sistemando le luci per la Luminara in via Veneto.
 
L’inchiesta della Procura, diretta dal procuratore Pietro Suchan e dal pm Elena Leone, vede 14 indagati per omicidio colposo. La relazione definitiva dei tre consulenti, il professor Renzo Capitani, il professor Constantino Balboni e l’ingegner Fabrizio D’Errico è arrivata sul tavolo dei magistrati e mette un punto fermo alle indagini, fornendo una spiegazione tecnica sui motivi del disastro. 
 
«Saranno necessarie solo alcune piccole integrazioni a questa relazione – commenta il procuratore capo Pietro Suchan – e poi l’inchiesta sarà conclusa. Manca poco. Diciamo che siamo al 95% del nostro lavoro, se vogliamo usare una sintesi giornalistica forse un po’ impropria. Comunque abbiamo cercato di fare piena luce su questa tragedia e presto con il pm Elena Leone tireremo le nostre conclusioni».
 
Il cuore della relazione tecnica, in corso di notifica alle parti, è contenuto in circa 100 pagine, dove i consulenti esaminano la rottura del braccio meccanico della «Oil & Steel» e indicano quelle che ritengono le cause più probabili. In sostanza i periti della Procura confermano quanto anticipato nelle prime conclusioni sintetiche depositate nel maggio scorso, ovvero che vi fu un «cedimento per fatica» del braccio metallico, con innesco localizzato in corrispondenza di una saldatura non strutturale posta in opera per il montaggio sul braccio di alcune staffe che reggono le canaline passacavi. Un problema all’origine, dunque, dovuto a saldature non a norma operate sul macchinario, i cui metalli avrebbero alterato e indebolito l’acciaio.
 
Per i tre consulenti, non sarebbe stato tenuto «sotto adeguato controllo il processo produttivo da parte del costruttore ed in particolare i processi di saldatura». Nel mirino le saldature dello scatolato dell’elemento fisso del braccio oggetto della rottura, mentre non sarebbero state definite le procedure tecniche necessarie alle saldature delle piastre di rinforzo. In conclusione, sempre secondo i periti della Procura, «la struttura non era rispondente nel suo insieme ai requisiti di resistenza meccanica previsti per l’impiego» e parlano di «uno stato di degrado complessivo della struttura prodotto da saldature viziate da difetti evidenti». Non ci sarebbe invece alcuna relazione, invece, tra alcuni urti riportati in precedenza dal cestello e la rottura all’origine dello schianto fatale.
 
Quella che si profila, in sede processuale, è comunque una battaglia di perizie tecniche. In particolare il collegio difensivo degli indagati collegati alla «Oil & Steel» già nel maggio scorso aveva contestato apertamente le anticipazioni dei periti, definendole «valutazioni che i consulenti della difesa (certo di non minore autorevolezza di quelli dell’accusa) ritengono assolutamente prive di fondamento scientifico». 

Intanto oggi  il Comune, in collaborazione con Azienda USL Toscana Nord Ovest, Camera di Commercio di Lucca e la direzione Territoriale di Inail di Lucca e Massa Carrara ha organizzato una giornata di studio e approfondimento sui temi della sicurezza sul luogo di lavoro. Appuntamento alle 9 nella Sala dell’Oro della Camera di Commercio in corte Campana. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Alessandro Tambellini e di Roberto Guidotti presidente della Commissione consiliare speciale per la sicurezza nei luoghi di lavoro interverranno i relatori: Sebastiano Mongioì della sede Inail di Viareggio; Franco Beccarelli dell’Asl Toscana Nord Ovest zona Valle del Serchio; Giacomo Barsocchi dell’Inail di Lucca. La giornata di studio sarà moderata da Marcello Petrozziello, presidente di Clip Comunicare. 
 
Alle 10 una Messa in Cattedrale poi alle 12,30 l’appuntamento più sentito e commovente. A Palazzo Pretorio, nei pressi del luogo dove il 1 settembre 2017 avvenne l’incidente mortale, le autorità intervenute scopriranno infatti una targa commemorativa dedicata a Eugenio Viviani e a Antonio Pellegrini. Un modo per non dimenticare quella ferita ancora aperta. 
 
E non  va neppure dimenticato che i colleghi delle due vittime, una decina, hanno visto finire in liquidazione la loro cooperativa nel dicembre scorso senza riscuotere i tre ultimi stipendi né il Tfr. Tanti saluti e grazie. Un dramma occupazionale che si è aggiunto alla tragedia, in mezzo a una sostanziale indifferenza.