Pasquale Russo
Pasquale Russo

Lucca, 25 luglio 2018 - La Corte d'appello di Firenze  ha confermato la sentenza del gup Antonia Aracri, che nel maggio 2017 aveva inflitto 30 anni di carcere a Pasquale Russo, 48 anni, l’assassino della coetanea Vania Vannucchi, condannato per omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudeltà e atti persecutori. I suoi avvocati Paolo Mei e Gianfelice Cesaretti avevano tentato di ottenere un ulteriore sconto di pena. Dopo aver evitato l’ergastolo solo grazie alla scelta del rito abbreviato, i difensori puntavano a «limare» ulteriormente la condanna

I giudici di appello hanno però ritenuto di confermare la condanna a 30 anni, confermando le aggravanti della premeditazione e della crudeltà.

Il delitto del 2 agosto 2016 fu davvero atroce. Russo, al termine di una lite, bruciò viva Vania (che all’epoca lavorava come operatrice socio sanitaria a Cisanello) perché lei non voleva ormai più saperne della loro relazione e anzi minacciava di denunciarlo per stalking. Dopo averle rubato il cellulare entrandole in casa di notte, Russo l'aveva attirata in un appuntamento trappola dietro l'ex ospedale Campo di Marte con la scusa di restituirle il telefonino. Dopo una violenta lite, la cosparse di benzina e le dette fuoco, fuggendo via mentre Vania tentava una disperata e inutile fuga. Russo era presente in aula. E non ha battuto ciglio davanti ai familiari della vittima. Soddisfatti e profondamente commossi i familiari della donna alla lettura della sentenza.